Base militare: Si all’ampliamento da parte di Prodi

Non so voi, ma io, a questo punto non mi sento assolutamente rappresentata, dall’attuale governo italiano…Per l’ennesima volta, una dichiarazione del Presidente del Consiglio Prodi, mi giunge come un pugno allo stomaco. La notizia è di ieri: Il Premier ha avuto la brillantissima idea di dare il semaforo verde all’ampliamento della base USA a Vicenza, pur sottolineando che la decisione in realtà era già stata presa dal precedente governo e dal Comune, e che lui si è limitato “deontologicamente” ad accogliere la volontà locale.
Gli americani che da parte loro avevano minacciato di spostare l’intera base in Germania se non fosse arrivato il via libera all’ampliamento, si dicono molto soddisfatti della decisione e sono pronti ad iniziare i lavori.
A questo punto alcuni di voi diranno che sono la solita comunista antiamericana, che l’aumento dei soldati incrementerà il giro di denaro e quindi ci sarà una crescita dei posti di lavoro, e che gli impegni assunti con gli alleati vanno rispettati…
In realtà io penso che la difesa dell’occupazione si ottenga con ben altri metodi, ad esempio con un maggior finanziamento per la ricerca e l’innovazione, con una maggiore concorrenza, con la valorizzazione delle imprese, soprattutto quelle impegnate nella pace e che rispettano la dignità dei lavoratori sia italiani che stranieri.
L’economia di una caserma è un qualcosa di statico, che non aiuta la diffusione dei prodotti italiani in Europa e nel mondo, non da una spinta alla concorrenza, non incrementa il tasso di occupazione degli abitanti.
Senza contare che questa base militare non è una base NATO ma americana, concessa NON sulla base del Trattato del Nord Atlantico e dei conseguenti accordi di costituzione della NATO, ma sulla base dell’Accordo di collaborazione bilaterale politico-militare con gli Stati Uniti d’America.
Raddoppiare l’estensione della base e la presenza di militari evidenzia la tendenza a risolvere con interventi militari i conflitti politici , e rende evidente la politica della guerra preventiva sancita dalla amministrazione americana: politica moralmente a dir poco discutibile!
Non è più accettabile la cessione della sovranità di alcune zone del nostro Paese e la diversità di trattamento nei diritti-doveri dei militari americani che operano sul nostro territorio (vedi Cermis).
L’Italia deve finalmente rendersi autonoma nella scelta di eventuali interventi militari e non può continuare a subire l’unilateralismo americano…l’unico modo per avviare un discorso di pace nel mondo è il dialogo multilaterale fra tutti i paesi.
Un altro aspetto della vicenda è quello ambientale: un intervento come quello previsto dai progetti americani avrebbe ( ma ormai dovrei dire “ha” visto che ormai sembra deciso) un impatto devastante dal punto di vista urbanistico. Per la zona dell’aeroporto sono stati presentati diversi progetti di sviluppo rispettosi dell’ambiente e degli abitanti della zona, progetti che potevano essere un’opportunità per il futuro della città di Vicenza, ma evidentemente la sudditanza verso gli Stati Uniti è più importante di qualsiasi progetto e di qualsiasi desiderio di avviare un disegno di convivenza civile tra i popoli.
Prodi ha detto che rispetta le decisioni assunte dai rappresentati locali…ma i cittadini di Vicenza cosa ne pensano? Perché vogliono negare ai vicentini anche la possibilità di esprimere il loro parere con un referendum? Forse la paura è che da un referendum potrebbe uscire un risultato di forte dissenso ed i “nostri amici americani” potrebbero rimanerci molto male.
Tags: base militare, governo italiano, USA, Vicenza
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26 Responses to “Base militare: Si all’ampliamento da parte di Prodi”










Gennaio 17th, 2007 at 1:10 pm
Assolutamente d’accordo con quanto scrivi.
La giustificazione data da Prodi è di una ipocrisia vergognosa.
Io ho votato a sinistra e, non solo non mi sento più rappresentato, ma sto maturando l’idea di annullare la scheda alle prossime elezioni. E sarebbe la prima volta che lo faccio in vita mia.
Un saluto
Gennaio 17th, 2007 at 1:16 pm
Ciao Stefy, discorso complesso questo, molto complesso.
Anch’io li per lì sono rimasto basito dalle (non)dichiarazione di Prodi e da quella che è la linea di politica estera italiana. Come dici tu però occorre tenere presente le realtà locali e zonali; che senso avrebbe un referendum? A momenti la gente non ci và per quelli di rilevanza nazionale, figuriamoci cosa gliene frega ad un palermitano della base Nato di Vicenza?? No, non credo sia questa la strada per risolvere il problema.
Riguardo ai posti di lavoro e l’indotto lavorativo devo ahimè ammettere che, dalle voci che arrivano qui vicino dalla zona di Aviano, effettivamente più dell’80% degli introiti derivano dalla loro presenza.
Insomma… mica facile la questione qui.
Forse (la sparo) potrebbe essere una soluzione “rimpallare” la palla agli States obbligandoli a spiegare i motivi per cui vogliono quest’ampliamento. Una famiglia lo fa in caso di un figlio in arrivo, un’azienda in caso di nuovi lavori e/o assunzioni; loro? per la pace??
Naaaaa, ed allora che lo dicano il perchè! (sempre chè esista e sia “dicibile”)…. chissà , potremmo sentirne delle “belle”
Gennaio 17th, 2007 at 1:20 pm
Ciao giamo, benvenuto dalle mie parti!
Effettivamente anch’io avrò dei grossi problemi a mettere una croce sulla scheda elettorale delle prossime elezioni a favore del centrosinistra…se questo è ciò che sanno e vogliono fare…se le cose non cambieranno mi vedrò costretta a non esprimere il mio parere se non con la protesta della scheda annullata.
Ciao e a presto
Gennaio 17th, 2007 at 1:29 pm
Ciao chit…certo, è un discorso complesso e probabilmente hai ragione tu, un referendum non sarebbe la soluzione, ma se la gente di Vicenza scende in piazza, vuol dire che tanto contenta non è…per quanto riguarda gli introiti, in un servizio (credo di Report) di qualche tempo fa veniva evidenziato che sopprattutto negli ultimi tempi, gli occupanti della base, non apportavano molti guadagni, perchè sempre più spesso si fanno mandare ciò che gli occorre dagli Stati Uniti e dipendenti civili italiani praticamente non ne esistono alla base.
Poi prendo tutto con beneficio d’inventario perchè solo chi abita lì può sapere cosa succede nei loro esercizi commerciali.
Certo è che se la zona adiacente venisse sfruttata per qualcosa di diverso, socialmente ed economicamente utile secondo me sarebbe meglio…sai com’è? Sono la solita Utopista!
Ciao carissimo!
Gennaio 17th, 2007 at 2:44 pm
Io rappresentato da questi non mi sono mai sentito, nè pensavo che mi ci sarei sentito ben prima che venisse scacciato il nano.
Questa scelta non mi stupisce (lo scrissi già il due dicembre scorso) ma mi sento più incazzato di quanto mi sarei aspettato, in effetti.
Che non vi sia cambio di direzione, magari minimo, spero che ora sia chiaro - anche dopo la pantomima di Caserta- ai più.
Merito e metodo di questa scelta poi, paiono quasi una presa per il culo: è un problema urbanistico…ma come può un premier definire così un progetto di tale rilevanza?
Gennaio 17th, 2007 at 2:45 pm
A chi parla dei posti di lavoro..(a parte che le csoe non sono esattamente come alcuni dicono) se è per questo, anche la produzione di armi e di mine antiuomo in italia ha sempre creato molti posto di lavoro.
Per altro,per queste basi (tralasciamo l’impatto ambientale) lo stato italiano spende centiania di miliardi.
Gennaio 17th, 2007 at 3:06 pm
Ecco: incazzata è la parola giusta…chissà perchè non mi veniva?
Ciao moltitudini, a presto!
Gennaio 17th, 2007 at 3:45 pm
Ti devo fare i complimenti, perché, assieme al pistolotto dedicato all’incursione in Somalia delle forze speciali USA di qualche giorno fa – in cui il contesto locale spariva misteriosamente: nessun cenno alla provvidenziale operazione terrestre delle forze etiopiche che hanno sbaragliato le Corti Islamiche contigue ad Al Qaida, nessun cenno al favore del legittimo governo Somalo, alla benevolenza dell’Unione Africana, solo un pretesto per sarcasmo e facili contumelie al malvagio amerikano bombardatore, come dire, dall’alto di tali vette di pensiero… -, quest’ultimo post assurge veramente ad uno status esemplare e paradigmatico di quella desolante subcultura rappresentata dall’ attuale altermondialismo pacifista. Infatti ciò che sarebbe grottesco come conato di analisi politologico-internazionalistica (e sarebbe chiedere troppo, benché esistano blog in grado brillantemente di assolvere tale compito), o, più modestamente, un fallito esempio di opinione (dis)informata in materia di politica internazionale con eventuali riflessi interni, assume invece i tratti luminosi di un succinto e prezioso documento sociologico. Il semplicismo infantile della concezione delle relazioni internazionali che ostenta una cocciuta indifferenza per la dura realtà dei rapporti internazionali, funge da mero quadro epistemologico di fondo, atto semplicemente a rendere possibile la succitata visione del mondo. Essa, più concretamente, da un lato attinge, ma sempre più genericamente, in maniera per così dire attenuata, fatta eccezione per alcuni nuclei di comando e di guida politico-culturale, alla tradizionale impalcatura ideologica di stampo paleocomunista, nella versione antimperialista e terzomondista, con le inevitabili e inconsapevoli affinità con la matrice fascista di tale dottrina, come accertato da una robusta letteratura scientifica sul tema - le due grandi fonti ideologiche dell’antiamericanismo e del pacifismo selettivo e ideologico che ne deriva, storicamente una delle ideologie più nefaste e assassine del ventesimo secolo, vero (e empiricamente provato) alleato dei nemici della libertà e del sistema di valori occidentale di stampo liberale* – (imperialismo americano come causa prevalente o esclusiva dei mali del mondo da cui è necessario affrancarsi in nome di una imprecisata “autonomia†intesa non in senso tecnico come nel gergo politologico-internazionalistico ma moralistico e ideologico (d’altronde il moralista a differenza dell’uomo morale non si cura della “realtà effettuale”, fiat iustitia et pereat mundus è il suo motto) ; dall’altra dà libero sfogo alla autentica cifra culturale e intellettuale di tale fenomeno, che ne rappresenta il connotato costitutivo e tipizzante: una crassa, colossale, sesquipedale, barbarica ignoranza, unita ad un bieco moralismo e ad una infinita demagogia: sapessi il disprezzo che almeno il callido D’Alema riserva al parco buoi elettorale a cui ogni tanto si ritrova a somministrare la vecchia brodaglia ideologica, quando non reputa opportuno dare libero sfogo al suo potenziale talento da realpolitiker…- però dovrebbe essere meno servile nei confronti della Lega araba, ci vendono il petrolio va bene ma ogni tanto esagera, ma già negli Emirati ha corretto il tiro sulla Somalia parlando di fraintendimento: “operazioni limitate sì ma nel quadro di una astensione da massicce incursioni terrestriâ€: ragionevole, grazie alla presenza etiope che solleva gli americani dai compiti più gravosi. Il colpo nello stomaco prodiano spero che non ti dolga più, sai la tua capacità analitica della politica interna non si solleva dalla banale ignoranza moralistica che connota la tua visione internazionale: come era prevedibile il responsabile esteri dei DS ha detto che non c’è un motivo politico per cui il governo potesse rifiutare il consenso, riducendo il problema a questioni ambientali e urbanistiche (così però saremo l’unico paese del modo in cui questioni di sicurezza nazionale e di politica estera sono sottoposte al giudizio di comunità locali, ovvero la dissoluzione dello stato, in una sorta di iperleghismo per bene e progressista : i fautori sgangherati - e pretestuosi - dell’ “autonomia†vadano a vedere il livello delle spese militari in Francia o Svezia e constatino se il delirio localistico colà possa intralciare le politiche militari, poi ci facciamo due risate), comunque, ripeto, la Sereni ha ribadito la piena e naturale adesione dell’Italia alla sua politica tradizionale; vedi, per quanto siano ricattate, atterrite e angosciate da prospettive di ritorno dell’uomo nero, e lo stesso Mortazza giudichi opportuno per ora stare lingua in bocca con Bertinotti, le componenti civili e occidentali del governo attuale non potevano fare altrimenti: benché si sforzi di dimostrare il contrario, forse per viltà , di fronte allo sguardo attonito dei vari Polito etc, il governo in carica non è ancora un monocolore paleo-comunista pacifondaio e ambiental-apocalittico-fondamentalista come credevi tu…almeno non ancora.
*Monaco 1938; i partigiani della pace di Zdanoviana memoria; gli amichetti dei vietcong e del regime stalinista nord-vietnamita; i marciatori per la “pace†contro gli euromissili negli anni 80, discrimine tra putredine comunista al servizio di Mosca e sinistra democratica europea (Craxi in Italia , il capo del governo tedesco e dell’ SPD Schmidt) che si schierò per la difesa dell’Occidente, concetto detestato dai pacifondai di allora e attuali e non per caso.
Gennaio 17th, 2007 at 3:57 pm
Bene Wolfy: ti sei sfogato? Ti sei liberato dal peso che avevi da qualche giorno?
Sai cosa ti dico? Se la mia ignoranza, la mia infantilità e la mia illusione
(che resterà tale finchè al mondo ci sono persone che la pensano come te e quelli che prendono come oro colato quello che fa e dice il Signor Bush)
che forse un giorno potremo vivere in maniera civile, fianco a fianco con tutti senza distinzione di razza, religione, gusti sessuali e quant’altro, ti urtano, non vedo perchè tu debba continuare a leggere le inutilità che scrivo…non ti obbliga mica nessuno…
Grazie per il tuo erudito commento
Gennaio 17th, 2007 at 7:39 pm
Io non prendo per oro colato nulla, come me la pensano molti intellettuali e cittadini anche della sinistra liberale le cui opinioni ad es. sullo specifico dell’intervento irakeno variano come è normale, non si sta parlando di questo, e sinceramente razze e sessi non c’entrano, si parla di politica: ti suggerirei di avere un approccio alle relazioni internazionali più realista e onesto e meno demonologico e manicheo: il fatto che per te l’alfa e l’omega del male del mondo sia Bush, il cui nome è bestemmiato come neanche il capo del politburo nord-coreano o della giunta militare birmana è indice di qualcosa di estremamente diffuso ma imbarazzante, come gia per molti presidenti americani: la comunità internazionale è un luogo violento, anarchico, pericoloso, se tu preselezioni un nemico ideologico per sottoporlo ad occhiuta vigilanza allo scopo di additare i suoi misfatti umanitari (che tutti gli stati commettono specie quelli che occupano nella gerarchia internazionale un posto di responsabilità ) ti esponi ad una critica legittima: questa indignazione moralistica lincia il nemico selezionato sempre, sia quando fa politiche unilaterali sia multilaterali (prima operazione sotto comando ONU in Somalia ai tempi di Clinton, poi finita in una fuga indecorosa di fronte all’unico warlord che aveva mostrato i denti, Aidid), a prescindere da qualsiasi analisi spassionata della realtà : questa è una spia di un atteggiamento ostile e pregiudizievole.
Il mantra del multilateralismo che tu sollevi persino sulla questione della base di Vicenza (la Germania farebbe ponti d’oro alla più gloriosa divisione aviotrasportata dell’ esercito americano a cui anche tu devi la libertà e ti assicuro che i nazisti si sono beccati bombe e pallottole vere non canditi, civili compresi) - e mi piacerebbe che tu ti rendessi conto che qui non c’entra nulla - un tempo si chiamava equilibrio di potenza e non garantisce affatto i valori che il tuo sincero umanitarismo sembra auspicare, a differenza di ciò che ti hanno raccontato politicanti vari, anzi sono state le varie pax romana britannica etc. unilaterali nella storia a garantirli, non una instabile competizione tra stati che può essere preferibile ma per altri motivi, guarda un po’ di interesse, l’interesse ragionevole che non è qualcosa di sporco, e che guida da sempre le politiche degli stati nell’arena internazionale, Hitler ad esempio era un idealista puro…: figurati che l’oncia di responsabilità morale americana ai tempi di Clinton nell’ascesa talebana è da addebitare a una politica multilaterale: autonomia lasciata al Pakistan che ha steso il suo dominio sull’ Afghanistan tramite i talebani; il paradigma realista di soddisfare le attese degli alleati per non creare invidia ai danni dell’egemone, fu seguito da un realista come Bush senior con la salvezza del regime di Saddam, a guerra conclusa, come richiesto da francesi sauditi e turchi nel ‘90, cosa che costò il 99% dei morti a seguito della repressione saddamita; mentre l’ambiziosa e avventurosa seconda e più radicale impresa irakena del figlio ha semmai una dimensione moralistico wilsoniana a renderla problematica, ma non ci si può opporre ad una cosa ed al suo contrario.La politica internazionale è plasmata da un fascio di interessi e valori, da una pluralità di attori, non da un unico dominus specie nella situazione attuale: un filosofo francese ha affermato “non avere nemici non dipende soltanto da noiâ€, mi sembra che in una specie di sindrome autistica non si veda l’altro da sé se non in una condizione di passività o di benevolenza, un manichino privo di individualità agito ma che non agisce autonomamente, paradossalmente così si sfocia nel razzismo paternalistico: da qui la criminalizzazione del potere americano militaresco e motore della vituperata globalizzazione, unico responsabile di tutto anche delle politiche “reattive†altrui.
Ecco perché sollevazioni “umanitarie†in altri casi non se ne vedono, eppure che so la Francia fa una politica velleitaria ma di pura Realpolitik tetragona a qualsiasi scrupolo morale che dovrebbe indignare…invece nisba: se si vedessero indignazioni a 360 gradi si potrebbe criticare il lacunoso approccio idealistico e velleitario - non basta volere il bene bisogna farlo bene e guardarsi dall’eterogenesi dei fini - ma almeno si vedrebbe un briciolo di buona fede. Il più grande avversario del fondamentalismo islamico, l’India, che di recente, con un governo di centro-sinistra, ha concluso un grandioso accordo con gli USA dopo decenni di politica filosovietica, ha usato mezzi drastici in Kashmir, ma si vede che non è interessante come nemico ideologico da linciare: la verità è che questa imbarazzante concezione riposa su due errori: 1) il mondo sarebbe per natura cooperativo e pacifico ma versa in pessime condizioni perché 2) è devastato da un cow boy rozzo e avido, violento e tracotante (si affollano florilegi di pseudo-spiegazioni culturali e economiche le più svariate), ergo contrapporsi ad esso è la soluzione dei problemi del mondo (i più scaltri tendono alla esclusiva criminalizzazione dei suoi governi di destra ma il giochino è logoro): invece come insegna la teoria è l’Habitat che fa il monaco se mi si passa la parafrasi, e gli USA hanno un volto truce ai più perché nel sistema internazionale hanno altri compiti più gravosi rispetto a quelli di molti paesi europei, che quando erano nel medesimo ruolo facevano peggio almeno secondo i tuoi parametri: al di fuori della bambagia europea che è serra artificiale l’habitat è hobbesiano, violento, potenze minacciose e armate fin ai denti (Cina) si affacciano con visioni del mondo assai poco naive, e io quindi per motivi realistici (leggi Tucidide, “La guerra del Peloponneso†solo i forti si autodeterminano, i deboli soccombono o devono mettersi alle loro sottane per avere sicurezza e benefici in un mondo anarchico come la società internazionale) e ideali (l’Occidente è l’unico luogo del mondo nella storia che ha elaborato il principio di libertà umana e non generici concetti di giustizia, e in nome di tale valore esiste un legame tra le due sponde dell’Atlantico a prescindere dai cambi di governo) sono favorevole a rinsaldare l’alleanza tra USA e Italia (e Europa). Invece abbiamo una diffusa criminalizzazione selettiva e permanente, che risponde a criteri ideologici purtroppo ben noti, ma fa acqua da tutte le parti: ripeto ti consiglio un approccio più laico alla complessità del mondo che non è fatto di anime belle pronte a convivere in armonia, anche se la stessa vulgata terzomondista che vede un pericolo di scontro tra terzomondo e occidente come portato della guerra al terrore è ridicola, imponenti forze e diverse civilizzazioni possono anzi trovare un punto di interesse nel frenare l’ascesa del fondamentalismo islamico: come ho detto guarda all’Etiopia, ha agito nel suo interesse e nel contempo ha salvato noi dal pericolo di un massiccio intervento fra dieci anni in una Somalia talebanizzata, guarda all’India pure fondata da Gandhi e osserva che politica persegue contro i suoi nemici mortali di ispirazione islamistica (non islamica anzi in India ci sono molti musulmani). Guardare alla realtà è duro ma ostracizzarla col delirio ideologico volto a criminalizzare e linciare il paese guida dell’occidente che tra naturali errori e misfatti ha cercato più di altri di elaborale dottrine in grado di conciliare valori ed interessi a differenza di potenze europee come Francia e Gran Bretagna, e il cui contribuente ha pagato la difesa dell’ Europa per 50 anni lasciando libere risorse per spese sociali in Europa – avendo naturalmente l’ultima parola nelle decisioni nevralgiche, è normale che chi caccia i soldi comandi - è peggio. Io modestamente addito la verità asciutta contro il moralismo gonfio, Machiavelli e Tucidide sono stati linciati dai moralisti, come Darwin e Galileo, esporre la cruda verità può essere attività ingrata e le conseguenze della perdita di centralità della terra nel cosmo e della vita umana nel mondo possono essere state spiacevoli come la rivelazione degli arcana imperi , ma la scienza è Wertfrei, immune dai valori, poi si può decidere di usare anche criteri morali ma a ragion veduta delle conseguenze – l’etica della responsabilità contro l’etica dei principi - anche nelle relazioni internazionali, esaminate sine ira ac studio, essendo esse ti ricordo una disciplina scientifica studiata come tale.
D’altro canto ti devi rendere conto che esistono persone non peggiori di te moralmente che con profondità di argomenti e addirittura con approcci misti ideal-realisti o puramente idealistici arrivano a conclusioni opposte alle tue, sospette di pregiudizio e acredine ideologica, nutrita da una legittima ignoranza : il blog di Jimmomo per esempio che è un esponente della Rosa del Pugno non del Ku Klux Klan, o quello cessato di Wellington, un libertario amante del pensiero di Glucksmann e Orwell (quest’ultimo ha avuto a che dire con i pacifisti già 60 anni fa…) farebbero al caso tuo…
PS
Sei iscritta a Tocqueville e quindi ti tocca accettare i commenti più disparati senza trovare strano che qualcuno ti contraddica : anche il post sulla Somalia l’ho visto oggi, e sono avezzo alle logomachie, ma se non gradisci non ti scoccerò più…
Gennaio 17th, 2007 at 7:46 pm
Io purtropo vivendo in un’altra nazione, tra l’ltro neutrale, quindi non voglio esprire più di tanto. Però un pensiero da “esterna”, lo voglio lasciare a tal proposito (spero di esprimermi al meglio perché tu riesca a capirmi): secondo me, l’Italia deve smetterla di sentirsi in obbligo,o meglio in debito con l’America perché a suo tempo questa Nazione l’ha salvata.
Basta con sta storia, sono passati ormai 60anni…
Se la politica Italiana, non cambia, finirete per diventare le “pezze” da piedi degli Americani, che tutte le volte che dicono “Aiha” sono subito pronti.
un abbraccio solidale al tuo post
sonia
Gennaio 17th, 2007 at 9:06 pm
@ Wolfy: non voglio replicare a tutto ciò che sei riuscito a mettere insieme…probabilmente non sono istruita come te, ma questo non vuol dire che sia cieca, idealista e illusa forse si. Io non demonizzo nessuno e non vedo il male assoluto da nessuna parte…esprimo semplicemente un parere con i mezzi a mia disposizione (pochi dirai tu): l’intelligenza ed il buonsenso (questi credo di averli). Non pretendo di esprimere la verità assoluta, ma chi la possiede? Credo non sia neanche il tuo caso.
PS Io accetto tutti i commenti basta che siano educati, e non trovo assolutamente strano che siano discordanti con le mie idee, il fatto che abbia approvato la pubblicazione dei tuoi pensieri ne è la prova.
L’unica cosa che mi lascia perplessa e che trovo veramente strano è il fatto che tu mi giudichi ignorante, infantile, prevenuta e poco realista, e nonostante questo leggi ciò che scrivo e sprechi anche del tempo a scrivere argomentazioni che, secondo il tuo metro di giudizio, io non dovrei neanche essere in grado di comprendere.
PPSS Una domanda: se hai letto solo oggi l’intervento sulla Somalia, perchè sei iscritto al mio blog da una settimana?
Gennaio 17th, 2007 at 9:11 pm
Ciao sonia…evidentemente molti non la pensano così…
Un abbraccio “neutrale”
Gennaio 17th, 2007 at 9:49 pm
Io ne faccio una questione di principio. Questi, dopo cinquant’anni, fanno ancora il cavolo che gli pare in casa d’altri e non c’è un governo italiano che si ribelli.
Gennaio 18th, 2007 at 12:04 am
E già …non abbiamo il coraggio di dire: basta, grazie di tutto
, ma ora vorremmo decidere da soli…e probabilmente non lo avremo mai questo coraggio!
Gennaio 18th, 2007 at 9:54 pm
Ciao,
concordo in pieno con quel che hai scritto. Invece di restare sudditi degli americani,che palesemente basano la loro sussistenza economica sulla guerra e sul ladrocinio, dovremmo dialogare con gli altri paesi. Italia, Francia e Spagna soprattutto potrebbero avere una positiva influenza sul resto del mediterraneo.
Serve un modello di sviluppo alternativo e soprattutto sensato, uno sviluppo sostenibile e a misura d’uomo, invece del capitalismo insensato che rende ricchissimi i pochi e poverissimi i molti.
Ma finché i più agiati e i ciechi continueranno ad idolatrare questo modo insensato di vivere, le moltitudini continueranno a soffrire.
Un saluto dunque, e coraggio.
Ah. Mi chiedo perché il signor Wolfy, che è tanto erudito di aria fritta, non riesca a scrivere un intervento in italiano comprensibile ai più e in meno di 100 righe
Gennaio 18th, 2007 at 10:05 pm
Ah, allora non sono l’unica ad essere infantile da queste parti?Â

Forse Wolfy non sa che il miglior pregio di chi vuole essere letto e seguito è la semplicità e la chiarezza di esposizione…si possono dire cose importanti anche in un linguaggio meno pomposo, ma contento lui…
A presto Raqqash
Gennaio 19th, 2007 at 3:08 pm
Io non mi sento rappresentato da questo governo già dal secondo giorno di legislatura!
Comunque sia, l’italia è una nazione semi-sovrana e Mortadellone non avrebbe potuto opporsi in nesun modo!
Gennaio 19th, 2007 at 4:01 pm
Sì sì si, sei la solita comunista antiamericana
E pensi che gli Italiani siano servi dell’America, vero? E che l’ipocrisia di Prodi per salvare capra e cavoli sia indecente, scommetto! E magari sei per la riconversione dell’industria bellica. Bah, tutti uguali, VOI….
Gennaio 19th, 2007 at 9:53 pm
@ Carlo e Duss: ragazzi stasera il server fa le bizze…prometto di rispondervi domani….buona serata!
Gennaio 20th, 2007 at 10:01 am
@ Duss: e io da prima di votarlo
ma ho scelto il male minore.
A presto!
@ Carlo: Orca, mi hai scoperta!
Gennaio 20th, 2007 at 10:06 pm
Ciao Stefania,
Per intanto complimenti e a preso.
ho trovato il link del tuo blog da Gianluca Aiello. Ho scoperto che siamo più o meno coetanee ed entrambe fans di Renato Zero. Mi dispiace esordire con un commento così triste, ma il mondo che ci circonda è quello che è. A proposito, anch’io ho un blog (da cui ho tratto il testo qui sotto, da me redatto qualche giorno fa). Lo trovi nel profilo, e chissà che non diventiamo corrispondenti di web?
UN BEL GIOCO DURA POCO
Ma allora sono fissati. Anzi pugnaci. Caparbi. Ostinati. Cocciuti. Zucconi.
Hai voglia a lamentarti, a ripetergli che no, continuare a giocare alla guerra fa male, e forse ci scappa il morto. Che anzi ci è già scappato, e non uno: tanti. Ma non i loro, non di quelli che giocano. Dei nostri, che non volevano giocare. Viceversa si sarebbero divertiti, e magari sarebbero spirati cantando, come gli eroi di Metastasio. Invece, nulla: oltre il danno la beffa o, per dirla alla partenopea, cornuti e mazziati.
Sono bambinoni, ogni tanto se ne escono con idee bislacche, la guerra lampo, l’esportazione della democrazia e dei diritti umani in Medio Oriente, le bombe “intelligenti†che colpiscono solo obiettivi militari e ai civili fanno al massimo il solletico. Ci provano, come tutti i bambini, e si sa, a volte i tentativi dei bambini falliscono. Nella fattispecie la guerra lampo si è rivelata una infinita e inutile strage, la democrazia irachena si è affermata con impiccagioni e decapitazioni (è toccata al fratellastro di Saddam, pare che la corda fosse troppo lunga, sono errori, anche questo succede), le bombe intelligenti hanno sterminato per la maggior parte la popolazione, senza dimenticare le donne e i bambini (quelli degli altri, perciò cattivi). Già nella metà degli anni ‘60 don Milani ammoniva: le guerre contemporanee mietono soprattutto vittime civili. Ma i bambinoni, essendo tali, don Milani non lo conoscono di certo, e poi i pacifisti non vanno più di moda nemmeno nella Chiesa; oggi quest’ultima preferisce lanciare strali contro i peccatori della carne, e i bambinoni che giocano coi fucili in fondo sono meglio perché dicono di farlo anche in nome della croce di Gesù, minacciata dal feroce Saladino. Dio è con loro.
Così il gioco continua. A casa degli altri, si capisce, sennò non ci si diverte. E gli spazi non bastano mai. A Vicenza, per esempio, è da un po’ che ci provano. Ivi si trova una base militare per i prossimi, infiniti giochi di guerra, ma è troppo piccola, troppo obsoleta, troppo misera per il fulgido, eroico futuro che li aspetta. Quindi, perché non ampliarla?
E il bello è che anche i bimbi dell’Unione sono d’accordo. “Prodi da Bucarest ha dichiarato un sì per l’ampliamento alla baseâ€, denunciano Massimo Aliprandini, Alfonso Navarra e Francesco Lo Cascio (Obiettori di Coscienza, Disarmo Unilaterale e Riconciliazione). Strani personaggi, questi obiettori, questi pacifisti. Che rompiscatole, però. Osano persino scrivere lettere dai toni perentori: “Il problema, a nostro parere, non è soltanto opporsi a un ampliamento delle servitù militari nefasto socialmente ed ambientalmente per la città veneta - affermano - ma contrastare un progetto funzionale per la ‘guerra unica’ al terrorismo dichiarata dagli USA in termini inaccettabili per lo stesso programma dell’Unione, per gli interessi del nostro Paese oltre che per la vocazione pacifista del patto fondativo della nostra Repubblica, sancito dalla Costituzioneâ€. Decisamente, questi non vogliono giocare.
La base di Vicenza - essi proseguono - sarà il perno operativo del fronte Sud per le azioni militari decise unilateralmente dagli Stati Uniti.
Del resto, se l’Unione rifiutasse di ascoltarli, creerebbe una ulteriore incomprensione nel resto della popolazione, disorientata davanti alle missioni di “pace†in Afghanistan, Nigeria, Libano, Iraq: “Non siamo a conoscenza in esse dei ‘piani di pace’ da Voi dichiarati, mentre ogni giorno sui media vediamo in quegli scenari azioni di guerra, di violenza inauditaâ€. Già , ma chi glielo spiega, a questi, che ai bambinoni piace giocare non solo alla guerra, ma anche con le parole?
E mentre - continuano i “rompi†- l’aumento delle spese militari in Finanziaria è sottaciuto a fronte delle difficoltà economiche di molti settori sociali e culturali dell’Italia, la protesta popolare aumenta, e aumenterà a dismisura se le richieste non saranno discusse in Parlamento.
Anche in questo caso si parla di lotta; però, a differenza di quella dei bambinoni, è animata dal solo coraggio delle idee. Ed è seria. L’altra, purtroppo per tutti, è invece brutalmente, nudamente, scabramente tragica.
Gennaio 21st, 2007 at 9:07 am
Ciao Daniela, qui da me tutti i sorcini (e non solo) troveranno sempre “una sedia e del buon vino”
Grazie per i complimenti, che ricambio per la tua lucida e ironica analisi della situazione attuale.
Verrò presto a curiosare il tuo blog.
A presto!
Gennaio 22nd, 2007 at 12:07 pm
Ho letto il tuo messaggio sul mio blog e ho risposto, mi piacciono molto queste “corrispondenze di amorosi web” (se si tratta di zerofolli poi… E ti anticipo che presto leggerai qualcos’altro di mio su di lui…). Ne approfitto per chiederti (ma lo farò anche via mail, qualora il commento non si visualizzasse) se posso inserirti nella mia lista di contatti per segnalare i miei scritti. Ovviamente risponderai solo quando e se ti parrà il caso. Un salutone!
Gennaio 22nd, 2007 at 12:21 pm
Ciao daniela!

Uuuh, non vedo l’ora di leggere cos’hai da dire sul nostro Renatone!
Certo che puoi mettermi nella lista dei contatti, mi farebbe molto piacere sapere in anteprima le novità del tuo sito!
Grazie
a presto
Novembre 8th, 2007 at 10:49 am
[…] Dal Molin di Vicenza per impedire l’inizio dei lavori di ampliamento della base americana (qui avevo già espresso il mio pensiero a […]