Se questo è un uomo
Questa è la mia risposta al commento citato nel precedente articolo.
Tags: Primo Levi, se questo è un uomoSe questo è un uomo
Voi che vivete sicuri nelle vostre tiepide case
Voi che trovate tornando a sera Il cibo caldo e visi amici
Considerate se questo è un uomo
Che lavora nel fango
Che non conosce pace
Che lotta per mezzo pane
Che muore per un sì o per un no
Considerate se questa è una donna
Senza capelli e senza nome
Senza più forza di ricordare
Vuoti gli occhi e freddo il grembo
Come una rana d´inverno.
Meditate che questo è stato
Vi comando queste parole
Scolpitele nel vostro cuore
Stando in casa andando per via Coricandovi,
alzandovi Ripetetele ai vostri figli:
O vi si sfaccia la casa,
La malattia vi impedisca,
I vostri cari torcano il viso da voi.
Primo Levi
C’è qualcuno…
Che ha il coraggio di pensare e scrivere questa roba…
Sinceramente ero un po’ combattuta se dare o no visibilità al commento assurdo lasciato su questo video, ma alla fine ho deciso che sia giusto farvi sapere cosa ha il coraggio di dire certa gente alla faccia di tutti i morti e di tutti i superstiti dell’Olocausto.
Ecco cosa ho trovato nel mio box su youtube:
Esistono tre concrete ragioni per cui si dà generalmente credito alla leggenda, ampiamente diffusa, ma totalmente errata, secondo la quale sarebbero stati milioni gli Ebrei uccisi dai Tedeschi durante la II guerra mondiale. Innanzi tutto vi è il rinvenimento, ad opera delle truppe inglesi e americane, di orripilanti pile di cadaveri ammassate all’interno dei campi della Germania occidentale (tra i quali Dachau e Belsen) liberarti nel ‘45. In secondo luogo si considera che in Polonia non sono più presenti consistenti comunità ebraiche. Il terzo motivo è che la quasi totalità degli storici e degli studiosi considerano verosimile questa leggenda.
Durante le due guerre mondiali, la Germania fu sempre impegnata a fronteggiare le epidemie di tifo che scoppiavano a causa dai pidocchi introdotti nei traffici commerciali con l’oriente. Ciò spiega il fatto che i prigionieri dei campi di concentramento tedeschi raccontino della rasatura dei capelli, delle docce frequenti e di altre procedure d’igiene quali il trattamento dei locali con un insetticida, lo Zyclon. Ciò spiega inoltre l’elevato tasso di mortalità nei campi e la presenza al loro interno dei forni crematori.
Tags: negazionismo, olocaustoRahmatullah Hanefi e Adjmal Nashkbandi
Appello di Emergency per la liberazione di Rahmatullah Hanefi e Adjmal Nashkbandi
Siamo angosciati per la sorte di Rahmatullah Hanefi. Il responsabile afgano dell´ospedale di Emergency a Lashkargah è stato prelevato all´alba di martedì 20 dai servizi di sicurezza afgani.
Da allora nessuno ha potuto vederlo o parlargli, nemmeno i suoi famigliari. Non è stata formulata nessuna accusa, non esiste alcun documento che comprovi la sua detenzione. Alcuni afgani, che lavorano nel posto in cui Rahmatullah Hanefi è rinchiuso, ci hanno detto però che lo stanno interrogando e torturando “con i cavi elettriciâ€.
Rahmatullah Hanefi è stato determinante nella liberazione di Daniele Mastrogiacomo, semplicemente facendo tutto e solo ciò che il governo italiano, attraverso Emergency, gli chiedeva di fare. Il suo aiuto potrebbe essere determinante anche per la sorte di Adjmal Nashkbandi, l´interprete di Mastrogiacomo, che non è ancora tornato dalla sua famiglia.
Domenica 25, il Ministro della sanità afgano ci ha informato che in un “alto meeting sulla sicurezza nazionale†presieduto da Hamid Karzai, è stato deciso di non rilasciare Rahmatullah Hanefi. Ci hanno fatto capire che non ci sono accuse contro di lui, ma che sono pronti a fabbricare false prove.
Non è accettabile che il prezzo della liberazione del cittadino italiano Daniele Mastrogiacomo venga pagato da un coraggioso cittadino afgano e da Emergency. Abbiamo ripetutamente chiesto al Governo italiano, negli ultimi giorni, di impegnarsi per l´immediato rilascio di Rahmatullah Hanefi e il governo ci ha assicurato che l´avrebbe fatto. Chiediamo con forza al Governo italiano di rispettare le parola data.
Emergency
FIRMATE QUI io ho già firmato e sono il numero 30400…ora tocca a voi!
Leggete le novità su PeaceReporter
Letto da Chit
Tags: Adjmal Nashkbandi, appello, emergency, Rahmatullah Hanefi
I.C.E. (In Case of Emergency)
Gli operatori delle ambulanze hanno segnalato che molto sovente, in
occasione di incidenti stradali, i feriti hanno con loro un telefono
portatile. Tuttavia, in occasione di interventi, non si sa chi
contattare tra la lista interminabile dei numeri della rubrica.
Gli operatori delle ambulanze hanno lanciato l´idea che ciascuno
metta, nella lista dei suoi contatti, la persona da contattare in caso
d´urgenza sotto uno pseudonimo predefinito.
Lo pseudonimo internazionale conosciuto è ICE (=In Case of
Emergency).
E´ sotto questo nome che bisognerebbe segnare il numero della
persona da contattare utilizzabile dagli operatori delle ambulanze,dalla polizia,
dai pompieri o dai primi soccorritori.
In caso vi fossero più persone da contattare si può utilizzare ICE1,
ICE2, ICE3, etc.
Facile da fare, non costa niente e può essere molto utile. Se pensate
che sia una buona idea, fate circolare il messaggio di modo che
questo comportamento rientri nei comportamenti abituali.
Letto su: ivansantoro.net
PS per completezza di informazione vi consiglio di leggere cosa ne pensa il giornalista antibufale Attivissimo
Tags: cellulare, emergenze, i.c.e., sicurezza
Automobile ad aria compressa
E’ iniziata la produzione di una nuova automobile che funziona ad aria compressa: la MiniC.A.T.
L’auto rivoluzionaria è stata progettata dall’azienza lussemburghese MDI, che ha sottoscritto un accordo conl’indiana Tata per la costruzione.
La MiniC.A.T. è una piccola utilitaria a cinque posti che costerà circa 8000 euro e non manca di soluzioni interessanti anche negli interni, dove sono presenti, tra le altre cose, la connettività GSM per il telefono vivavoce incorporato e un sistema di navigazione satellitare GPS, mentre al posto della classica chiave per l´accensione c’è una scheda elettronica da tenere in tasca.
Ma la vera caratteristica rivoluzionaria di questa autovettura sta nell’alimentazione, perchè al posto del classico motore a benzina o diesel, c´è un sofisticato compressore gestito elettronicamente che permette di fare 100 chilometri con appena 1 euro di aria compressa: in un serbatoio ad elevata resistenza sono contenuti circa novanta metri cubi di aria, che rilasciati muovono i pistoni creando l´energia necessaria. Inoltre, una volta espulsa a temperature di circa 10 gradi centigradi sotto lo zero, l´aria viene riciclata per il sistema di condizionamento interno e per il raffreddamento del propulsore stesso.
Grazie all´assenza di combustione nel motore, il litro di olio vegetale contenuto all´interno si può cambiare ogni 50.000 chilometri.
L’autonomia è garantita tra i 200 ed i 300 Km mantenendo una velocità di circa 110 Km/h e per fare un pieno sono sufficienti 3 minuti.
Cosa dire? Le buone idee ci sono, ora ci vuole la volontà politica ed economica perchè si possano un giorno sostituire tutte le automobili inquinanti con le nuove automobili “ambientaliste”…non so voi, ma io la vedo dura…
Articolo segnalato da Libero Blog
Tags: automobili, carburanti ecologici, energia alternativa, mini c.a.t.











