ADHD: qualcuno sa veramente cos’è?
Questa è la domanda che mi sono fatta quando ho visto alcuni dei commenti all’articolo sul ritalin postato da chit. Ho cercato di ribattere lì “sul posto” ma mi rendo conto che l’argomento è molto impegnativo e richiede più spazio di un semplice commento ad un post.
Per cui ho deciso di tornarmi a leggere un po’ di documenti per cercare di spiegare il più dettagliatamente e il più semplicemente possibile cosa significa ADHD, cosa significa essere genitori, insegnanti, compagni di classe di un bambino affetto da questa sindrome.
Premetto che in passato mi sono documentata molto sulla sindrome da deficit di attenzione e iperattività, in quanto il mio bimbo, il mio meraviglioso bimbo
…
(qua sopra in una foto nella quale aveva 3 mesi)
sin dai suoi primi giorni di vita ha sempre avuto un carattere molto difficile, non dormiva, non stava mai fermo, piangeva in continuazione…all’inizio abbiamo pensato che avesse preso da me (anch’io per molti mesi non ho fatto dormire i miei), ma col passare del tempo la situazione diventava sempre più difficile: quando andavamo in giro con lui nella carrozzella mi sembrava di rivedere la scena di Fantozzi quando guarda la nipotina nella culla, lei lancia un ruggito spaventoso e il povero nonno scappa spaventato…urlava in continuazione, ci portavamo in giro un “allarme impazzito”, la gente che ci passava accanto ci guardava stupita. Non siamo mai andati a prendere un caffè seduti ad un tavolino, per non parlare di una pizza o a trovare gli amici…le sue urla infastidivano tutti.
Quando Alessio ha compiuto 15 mesi l’abbiamo inserito in un nido ed io sono tornata a lavorare, pensando che forse lì avrebbe imparato a stare in compagnia degli altri bimbi, e che forse le educatrici avrebbero trovato un metodo migliore del nostro per affrontare le sue intemperanze e darci qualche consiglio per migliorare il nostro comportamento nei confronti del bambino.
Niente di tutto ciò: le maestre si lamentavano in continuazione perchè non sapevano assolutamente come mettere un freno alla sua “eccessiva esuberanza”, fino a quando un giorno ci convoca la direttrice che ci consiglia di cercare di avere polso, di non dargliele sempre tutte vinte, di fare la voce grossa all’occorrenza, tutto per il bene del bambino, e sempre con una giusta dose d’amore e di comprensione, ovviamente, perchè se le maestre usano un determinato metodo, mentre noi a casa gli facciamo fare quello che vuole non si può arrivare da nessuna parte e Alessio avrà sempre le idee confuse su ciò che è giusto e ciò che non lo è.
Quando noi le abbiamo risposto che era quello che stavamo facendo da quasi due anni (cioè dal primo giorno di vita di Alessio), la signora direttrice ci ha invitati a portare il bimbo da una neuropsichiatra perchè l’atteggiamento che manifestava poteva far pensare ad una sindrome da deficit dell’attenzione e iperattività.
A dire il vero ci avevamo già pensato anche io ed il suo papà, ma forse avevamo bisogno di sentircelo dire…
Nel frattempo Alessio aveva anche manifestato un leggero ritardo nello sviluppo del linguaggio e del pensiero logico.
Comunque per farla breve (visto che non è dei miei problemi che intendevo parlare), ad Alessio non è stata diagnosticata questa patologia, o perlomeno non siamo andati a fondo, perchè con alcuni accorgimenti di tipo cognitivo-comportamentali ed una terapia logopedistica, le cose stanno man mano migliorando, le maestre sono stupite del suo miglioramento nella concentrazione e nell’impegno, quindi pur restando un bambino vivace, la nostra vita si sta avviando verso la normalità.
Tutto sommato siamo stati fortunati…ma non per tutti i bimbi che cominciano un iter di questo genere le cose si risolvono così facilmente.
Cos’è L’ADHD?
Innanzitutto vediamo di capire cosa non è:
- Non è la semplice vivacità;
- non è un disturbo “immaginario” perchè creato sulla base di sintomi e non su esami diagnostici (se così fosse varrebbe per ogni disturbo neuropsichiatrico) ;
- l’ADHD non regredisce spontaneamente con lo sviluppo del bambino;
- non è un disturbo acquisito a causa dell’ambiente o per via di un’incapacità educativa dei genitori e assenza di disciplina.
Leggendo i giornali, o ascoltando la tv sembra quasi che ci siano due correnti di pensiero riguardo a questa sindrome: da una parte quelli che a tutti i costi devono scoprire una malattia inesistente in un bambino semplicemente esuberante, dall’altra quelli che colpevolizzano i genitori che “drogano” i bambini anzichè educarli e farli crescere nell’amore.
In realtà tutta la comunità scientifica mondiale afferma in modo concorde che si tratta di un disturbo reale ed è un disturbo importante che impedisce a chi ne è colpito di selezionare gli stimoli ambientali, pianificare le proprie azioni e controllare i propri impulsi.
Questi “limiti” nel concreto si manifestano con:
- inattenzione;
- impulsività;
- iperattività motoria;
- disturbo della socialità;
- immaturità;
- isolamento;
e nelle forme più complesse (la cosiddetta comorbilità) a queste manifestazioni si possono associare il disturbo oppositivo-provocatorio (una sorta di continua sfida e di ostilità), e il disturbo di condotta (aggressività, distruttività, sistematica, violazione delle regole sociali).
ORIGINI DEL DISTURBO
L’ADHD è un disturbo neurobiologico cronico, attraverso la risonanza magnetica funzionale, la tomografia ad emissione di positroni, e studi di genetica molecolare si è potuto scoprire che è un disturbo di origine biologica che ha le sue origini nella corteccia cerebrale che comporta un’ alterazione nella risposta agli stimoli ambientali e nella capacità di concentrazione.
Allo sviluppo della patologia comunque concorrono diversi fattori, tra i quali: fattori genetici(ereditabilità superiore al 75%), fattori morfologici cerebrali (alcune zone del cervello sono più piccole), fattori traumatici, fattori pre e perinatali, e in parte anche fattori ambientali (dal punto di vista dell’attivazione e della modulazione del manifestarsi della sindrome).
LA DIAGNOSI
E’ di tipo clinico e si basa sul Manuale Diagnostico Dei Disturbi Mentali e deve essere condotta da specialisti con specifiche competenze in materia, e deve coinvolgere il bambino, i genitori e gli insegnanti per raccogliere più informazioni possibili sulle alterazioni del comportamento e la compromissione funzionale del bambino nei vari contesti sociali.
La bibliografia sull’argomento è massiccia, essendo questo disturbo studiato da più di un secolo, esistono più di settemila studi pubblicati sulle migliori riviste scientifiche…ma nonostante tutto ciò c’è chi continua ad avanzare dubbi sulla realtà di questa sindrome. Chi si dimostra scettico di fronte alla reale esistenza dell’ADHD non si basa su reali ipotesi scientifiche o conoscenze professionali, ma è spinto da preconcetti e da “leggende”, simili a quelli che ho potuto leggere nei commenti all’articolo che ho citato all’inizio.
Questo è solo un piccolo quadro di come stanno in realtà le cose…non voglio andare oltre, molti di voi non saranno neanche arrivati a leggere fino a questo punto, magari in un altro momento parlerò anche della terapia, ma non ora, non voglio annoiarvi troppo
.
Per chi volesse approfondire l’argomento QUI troverà molte notizie.
Tags: ADHD
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17 Responses to “ADHD: qualcuno sa veramente cos’è?”











Marzo 14th, 2007 at 4:46 pm
Io sono uno di quelli arrivati fino alla fine.
Ho riletto rifacendomi alle parole di mia mamma, al nostro parente luminare di neuropsichiatria infantile al Regina Margherita, alle volte che con le più svariate scuse per delle visite. E dire che non mi ricordo di aver avuto tutti questi sintomi, alcuni, purtroppo si ed anche accentuati. Compreso quello, una volta “isolato” dalla maestra per punizione vicino alla cattedra, di approfittare per organizzare un torneo di calcio tra le statuine del presepe pur di non seguir la lezione?! E questo è solo una delle mirabolanti avventure del youg-chit…
Il ‘perchè’ del mio post e la mia posizione penso l’abbia capita; non era tanto un attacco al Ritalin o alla cura quanto il pretesto per un discorso più a 360° dettato dalla “sensazione” (o qualcosa di più) che, come detto, spesso trovata la cura si debbano trovare i pazienti!?
Me lo fanno pensare mille e mille malattie (dentisti in primis); possibile che oggi TUTTI i bambini abbiano i denti storti e DEBBANO mettere l’apparecchio? Mi verrebbe più facile crederlo se quest’ultimi fossero gratuiti anzichè costare alcune migliaia di euro. A ruota ortopedici che fanno spendere in plantari, etc. e ti prego di credermi quando affermo che queste non sono solo notizie che ’sento’ ma che mi vengono raccontate da parenti ed amici medici.
Tuttavia una cosa sono le sensazioni ed i sentito dire, tutt’altra la vita di tutti i giorni e l’esperienza diretta. Questo tuo post penso valga più di mille commenti o altre parole.
Ho già modificato il mio post inserendo il link a quest’articolo cos’altro dire?
Un abbraccio secondo me a volte vale molto di più di tante parole ed è questo che ti lascio.
Marzo 14th, 2007 at 5:00 pm
Non devi giustificarti chit, io ho compreso benissimo la tua posizione ed in un certo senso la condivido…molte cure spesso sono fatte in nome del guadagno delle multinazionali farmaceutiche (bisognerebbe fare un altro articolo sull’argomento), però non si può per questo motivo negare l’esistenza della patologia, sminuirla a semplici capricci o cattiva educazione, e soprattutto parlare solo perchè si ha la lingua in bocca o scrivere perchè si ha una tastiera sotto le dita (non mi riferisco a te ovviamente)…in questo modo si fa solo dell’altro male a bambini e genitori che già soffrono abbastanza.
Ti ringrazio e ricambio l’abbraccio
Marzo 14th, 2007 at 5:21 pm
Non mi sono affatto annoiato. Pibua.
Non ho capito se poi Alessio l’avete curato con il Ritalin, ma sono contento che le cose siano migliorate. Sei una mamma piena d’amore che usa anche la testa: Alessio e tuo marito sono fortunati.
Marzo 14th, 2007 at 5:46 pm
Ti ringrazio molto Ed…lo dico sempre anch’io a mio marito
Per fortuna il Ritalin Alessio non l’ha mai neanche visto, anche perchè come ho spiegato la diagnosi vera e propria per lui non c’è mai stata, visti i buoni risultati della terapia comportamentale…proprio domani andremo dal neuropsichiatra e spero che ci confermi, come del resto ha già fatto la logopedista, gli enormi passi avanti fatti dal mio bimbo…incrociamo le dita
A presto carissimo
Marzo 14th, 2007 at 7:11 pm
Che amore il tuo bimbo. Meno male che adesso è un po’ più calmo.
Marzo 15th, 2007 at 1:58 pm
Grazie e benvenuto Ismael
Marzo 15th, 2007 at 10:50 pm
Mi sembra in effetti una malattia subdola e difficile da “difendere” dalle idee di molta gente. Mi fa piacere che il tuo bimbo stia meglio, io da bambino ero abbastanza iperattivo, ma credo nella norma, e so cosa vuol dire essere bersaglio di un ambiente poco paziente. Concordo con Ed, siete dei genitori intelligenti ed è un bene per il piccolo.
In bocca al lupo allora
Marzo 16th, 2007 at 9:25 am
Grazie anche a te Raqqash…meglio “normalmente iperattivi” che bimbi mosci
Il tuo in bocca al lupo è andato a buon fine ed il neuropsichiatra ieri ci ha confermato che Alessio si è formato delle basi sufficienti per poter iniziare la scuola a settembre, certo, dovrà continuare ancora un po’ ad essere seguito dalla logopedista, ma i risultati che stiamo raggiungendo sono ottimi!
un bacione
Marzo 16th, 2007 at 3:06 pm
Mi sembra di aver letto, tempo fa, che in America molti bambini affetti da questa patologia siano stati rovinati (se non uccisi) attraverso la somministrazione di psicofarmaci…una follia…L’importante ora che il vostro piccolo sia sano!
Marzo 16th, 2007 at 6:30 pm
Mah…secondo me il problema non è il farmaco, ma se si sa usare…per ogni farmaco non solo per il Ritalin…comunque scriverò anche su questo argomento prossimamente.
Sì, per fortuna Alessio è sano…tremendamente vivace, e pigrotto nel parlare, ma sano!
Ciao mad riot
Marzo 17th, 2007 at 4:46 pm
Di passaggio perchè raffreddato…
un saluto e l’augurio di un buon weekend
Marzo 17th, 2007 at 5:58 pm
Spero che ti riprenda presto Claudio
Buon week end anche a te!
Marzo 17th, 2007 at 10:48 pm
Ciao Stefania!! Sono appena tornata a casa per il week end e sono passata a lasciarti un saluto!! Complimenti per il nuovo “look” del blog, e gli argomenti sempre molto interessanti ed attuali. Grande, continua così. Un saluto affettuoso.
Francesca
Marzo 17th, 2007 at 11:37 pm
Ciao!
Faccio l’educatore in una comunità per minori.
Non che la cosa mi legittmi in qualche modo, eh, è solo per dire che il tema mi tocca.
Comprendo il tuo tentativo di affrontare l’argomento in modo non ideologico.
Dico solo che aldilà delle posizioni “ideologiche” non è vero che tutta la comunità scientifica è concorde: vi sono illustri neuropsichiatri infantili che si rifiutano di considerarla una “malattia” (lo dico visto che parli di “patologia”).
Non mi riferisco tanto a Crepet, che per esempio sconsiglia od è comunque scettico sull’uso del ritalin, ma sopratutto a molti scienziati USA tutt’altro che ideologizzati o attestati su posizioni contrarie a priori per scelta..politica.
Ciao!
Marzo 18th, 2007 at 7:43 am
Ciao Francesca, spero che tutto vada per il meglio! Ricambio il tuo saluto
Si, lo so moltitudini che alcuni ancora non accettano l’ADHD come vera malattia, certamente la diagnosi non è semplice, occorre una preparazione specifica, una pratica clinica seria e molti sono legati a vecchie teorie o a cattiva interpretazione delle nuove…a volte penso che se capitasse a loro di avere un bambino così, si impegnerebbero a capirne di più e forse cambierebbero idea…potrei riportarti molti studi a riguardo, ma lo spazio è quello che è e non mi sembra il caso…puoi sempre approfondire sul sito dell’associazione delle famiglie aifa…se vuoi, ci sono molti documenti di luminari della comunità neuropsichiatrica.
Riguardo al ritalin in molti dei casi più gravi pare che sia stato risolutivo in associazione alla terapia cognitivo comportamentale…con questo non voglio dire che sia fermamente convinta che non abbia controindicazioni e che sia sempre necessario ricorrere alla terapia farmacologica, ma non escludo che a volte purtroppo serva…Occorre una regolamentazione seria ed una accurata valutazione di ogni caso prima di ricorrere al suo uso.
Comunque in generale non potrai non convenire che la vivacità sia un’altra cosa…o no?
A presto
Aprile 22nd, 2007 at 11:39 am
ciao a tutti
e ha 12 anni. a noi la diagnosi è stata fatta al Gaslini nel 2003.
hock:

io sono una mamma che, diversamente da pibua, lotta quotidianamente contro l’ADHD diagnosticato a suo figlio.
si chiama Alessio anche il mio vulcano
ho conoscito questo blog tramite il sito dell’aifa.
confermo: quando si parla con superficialità di cose che nn si conoscono, si fa solo del male a chi invece combatte per risolvere grossi disagi che, una sindrome come questa, provoca.
si tratta di malesseri nella sfera sociale, emotiva e dell’apprendimento.
far rientrare tutte le manifestazioni dell’ADHD nella fisiologica esuberanza infantile o nell’oppositività tipica dell’adolescente è molto riduttivo
società, scuola e famiglia devono fare cerchio intorno a questi bamini incompresi e sofferenti nel loro intimo, di una sofferenza visibile solo nei comportamenti socialmente inaccettabili.
spesso sono bambini molto intelligenzi e, paradossalmente, questa loro capacità di rendersi perfettamente conto del loro modo di essere (cmq irrefrenabile e incontrollabile) invece di facilitare la loro integrazione, tira fuori il peggio dale persone che hanno a che fare con loro, che nn accettano quella che ritengono un’incongruenza, perchè normalmente si accetta questa formula: disagio=handycap=qualcosa che li renda “visivamente” diversi….. poverini!
anche Ale nn è ancora stato curato con il ritalin, andremo il 26 ad Alessandria per vedere come e se è il caso di avviare anche una terapia farmacologica (che potrebbe anche essere l’atomoxetina o il riperdale)
pibua, anche noi siamo di Genova ma da molti anni(23 per la precisione) abitiamo ad Ovada.
Aprile 22nd, 2007 at 11:50 am
Ciao mamygi
ti ringrazio di cuore per averci riportato la tua esperienza di mamma: bisogna cercare di sradicare l’ignoranza e la superficialità che aleggia intorno all’argomento e più se ne parla e meglio è.
Ti auguro di tutto cuore che i problemi con il tuo “vulcano” trovino un equilibrio e che nella tua famiglia si faccia spazio presto quella serenità che tutti meritiamo.
A presto