Alle stelle l’export italiano di armi: 61% in più
Sabato 21 Aprile 2007 Posted in notizie, politica, riflessioni
Ma il programma dell’Unione non prevedeva una riduzione della spesa per gli armamenti? O sono stati “fraintesi” anche loro?
Tecnicamente viene chiamata ‘tendenza espansiva’. O ‘vitalità del settore’. In parole povere, l’export di armi italiano nel 2006 è cresciuto del 61 per cento rispetto al 2005, con una quota di 2,19 miliardi di euro che rappresenta il record degli ultimi vent’anni. A renderlo noto è la relazione preliminare del governo sull’export delle armi resa nota al Parlamento all’inizio del mese.
Leggete l’interessante articolo di Luca Galassi su Peace Reporter
Tags: armi, peace reporter, programma, spesa
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7 Responses to “Alle stelle l’export italiano di armi: 61% in più”










Aprile 21st, 2007 at 6:03 pm
pibua, sul mio blog puoi prendere ciò che vuoi. hai fatto bene a chiedere il permesso a samuelesiani che peraltro mi sembra non limiti alcun tipo di collaborazione di questo tipo.
sul post: qui è tutta una serie di “fraintendimenti”, di “equivoci”….
purtroppo nella concretezza dell’azione politica quotidiana l’unione fa più o meno come il centrodx. E poi abbiamo il coraggio di fare le pulci agli americani che sarebbero sotto il tallone delle lobbies dei fabbricanti d’armi!
buon fine settimana
Aprile 21st, 2007 at 7:18 pm
Grazie ho provveduto
Sono veramente incaxxata come una iena…e li ho pure votati!!
A presto
Aprile 21st, 2007 at 7:42 pm
Le armi sono attrezzi e come tali vengono vendute. Servono all’offesa come alla difesa e in un mercato libero vengono vendute come i pomodori. Nella costituzione americana c’e’ un esplicito riferimento all’uso delle armi per difendere l’autodeterminazione. Qualunque moratoria unilaterale riguardante la produzione o la vendita di armi inibisce la difesa e non scalfisce minimamente il desiderio di offesa. Per la giurisdizione occidentale e’ la volonta’ omicida, non l’attrezzo usato, a fare la differenza. L’odio che motiva le guerre e’ quasi sempre di origine antropologica e non culturale, a meno che non si dia credito alla visione marxista che vorrebbe ricondurre tutto a questioni utilitaristiche. E’ comprensibile il desiderio di pace, ma quando questo non e’ egualmente condiviso da tutti si risolve sempre nell’inibizione della propria legittima difesa. L’Unione predica male e razzola peggio, non mi pare una gran novita’ della quale stupirsi. Benvenuto nella realta’.
Aprile 21st, 2007 at 7:46 pm
Programma, programma? Un pezzo di carta di duecento pagine, quanti alberi buttati via
Aprile 22nd, 2007 at 10:49 am
@ Lo PseudoSauro: è solo una questione economica: non importa ciò che vendi…basta vendere e rimpinguare le tasche…a chi interessa se quei soldi sono macchaiti di sangue di persone innocenti…se permetti a me tutto ciò fa schifo!
@ Carlo: già, si potrebbe usare per il più classico degli utilizzi: pulirsi il…biiiip
Aprile 22nd, 2007 at 10:56 am
Io oramai ho ufficialmente deciso che non credo più a Babbo Natale, ai bambini nati sotto i cavoli, agli scudetti (se non qualche anno dopo) e…
ai programmi elettorali. Ciò premesso voglio comunque pensare e sperare che quando si parla di “riduzione della spesa degli armamenti” si parli del nostro esercito e non dei prodotti ‘da esportazione’ dove, basta vendere, e tutto è corretto.
A ben pensarci però buffo il fatto che (almeno sulla carta) noi esportiamo armi e gli states ‘democrazia’
Aprile 22nd, 2007 at 10:59 am
@ chit: Purtroppo non è diminuita neanche quella…
Che bella coppia, eh? Stati Uniti e Italia…quasi come Gianni e Pinotto