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Primo maggio per immagini

martedì 1 maggio 2007 Posted in Bacheca, immagini, riflessioni

 

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19 Responses to “Primo maggio per immagini”

    MyAvatars 0.2
  1. daniela tuscano Says:

    Auguri anche a te! ^_^


  2. MyAvatars 0.2
  3. Alberto Says:

    Il primo maggio in Italia è solo l’occasione per vedersi un concerto gratis, poi tutto resta come prima… …chiunque sia al governo! roll

    Bah. ? ??:

    Un abbraccio gitafuoriporta -)

    P.S. La firma N°738 della petizione antimafia è mia! cool


  4. MyAvatars 0.2
  5. samuelesiani Says:

    buon primo maggio a te


  6. MyAvatars 0.2
  7. kit Says:

    buon primo maggio anche a te….

    “Il quarto stato” mi piace veramente tanto come quadro (anche se adesso non ho la più pallida idea di chi sia l’autore…. o

    Un abbraccio…..


  8. MyAvatars 0.2
  9. pibua Says:

    Ciao dani ;-)

    @ Alberto: come hai ragione…purtroppo!
    un abbraccio iltempoècosìcosì -(
    PS BRAVO!

    Ciao anche a te samuelesiani ;-)

    @ Kit: Giuseppe Pellizza da Volpedo (1868-1907 Volpedo, Alessandria)
    Rientrato alla base?
    Un abbraccio anche a te -)


  10. MyAvatars 0.2
  11. gidibao Says:

    Buon Primo Maggio -)


  12. MyAvatars 0.2
  13. pibua Says:

    Buon 2 maggio -) -D


  14. MyAvatars 0.2
  15. Sermau Says:

    un buon primo maggio anche a te, in ritardo ma di cuore.


  16. MyAvatars 0.2
  17. Cima Says:

    Buon 2 maggio anche a te, piccola, ma chi è l’autore del secondo quadro che fa il verso al Pelizza?

    A.I.U.T.O.


  18. MyAvatars 0.2
  19. pibua Says:

    Ciao Sermau, non preoccuparti va bene anche in ritardo -)

    @ Cima: Ciao carissimo,
    è Internazionale un quadro di Otto Griebel (1928-1930) che rappresenta La condizione dei lavoratori tedeschi dell’inizio del ’900.
    Griebel ha avuto probabilmente in mente Il quarto stato quando dipingeva il suo quadro e riprende lo schema iconografico con la stessa vista dall’alto su una massa infinita di lavoratori. Anche loro, benché disegnati in modo meno tipicizzante, mostrano la loro forza come classe unitaria.
    Lezione di storia dell’arte terminata -)
    A presto -)


  20. MyAvatars 0.2
  21. mad riot Says:

    Io non lavoro per ora…chissà  quando potrò festeggiare il primo maggio! Un saluto


  22. MyAvatars 0.2
  23. enrico Says:

    credo che alberto abbia davvero ragione. il primo maggio è la festa degli artisti, almeno quelli furbi che si fanno pagare profumatamente. per il resto spero sia stato un momento di riflessione attenta e concreta per risolvere il problema degli infortuni e morti sul luogo di lavoro. ma ho qualche serio dubbio sad


  24. MyAvatars 0.2
  25. moltitudini Says:

    sono due anni che il primo maggio lavoro….


  26. MyAvatars 0.2
  27. chit Says:

    Ciao Stefy,
    un passaggino veloce per aggiornarti: Franco mi ha preparato con solerzia la nuova casetta, prima ho dovuto fare qualche lavoretto non proprio indolore tipo passare alla 2.1.3, sistemare temi (3) e plugin, insomma mi sono perso un po’ nei meandri di wordpress.Comunque lunedì se non succede nulla dovrei trasferirmi… incrociamo le dita )
    Un abbraccio e buona serata


  28. MyAvatars 0.2
  29. pibua Says:

    @ mad riot: spero presto -)

    @ enrico: ah, per riflettere si riflette…è l’azione che poi manca -(
    Benvenuto -)

    @ moltitudini: comprendo…io ho sempre lavorato ad ogni festa comandata…facendo i turni come infermiera non esistono giorni di Natale, Pasqua, o primo maggio…ma meglio lavorare anche i giorni di festa che mai, o no?
    un abbraccio -)

    @ chit: Che bella notizia! Vedrai che ti troverai bene…comunque per non saper nè leggere nè scrivere, incrocio le dita con te -)
    buona serata anche a te
    baci baci -)


  30. MyAvatars 0.2
  31. Alex Says:

    ciao S. benvenuta a trovarmi, ho ripagato ascoltando la favola tua…

    due importanti titoli in carriera: il titolo regionale del 77 e l’arrivo di Alessio.

    Io provo a fare il nonno di due nipotine e uno in viaggio.

    Alex


  32. MyAvatars 0.2
  33. pibua Says:

    Wow! Tre nipotini? Un nonno blogger…leggendo i tuoi articoli ti avrei dato la mia età  cool -) (ecco che ritorna la Stefania adulatrice… -) )
    Grazie per essere passato e per il link che ricambio subito e volentieri.
    A presto


  34. MyAvatars 0.2
  35. PORCASI GAETANO Says:

    il pittore Gaetano Porcasi con le sue opere racconta le pagine piu buie dell’italia del dopoguerra,dallo sbarco degli alleati 1943, alla prima strage di stato portella1947 ,continuando con la strage di Capaci1992…..pittore antimafia Gaetano Porcasi.www.gaetanoporcasi.it


  36. MyAvatars 0.2
  37. critico D'arte Siciliani Says:

    PORCASI GAETANO scrive:
    13 luglio 2008 alle 14:42“IL PITTORE CHE DIPINGE LA STORIA”
    Le tele di Gaetano Porcasi: “il pittore che dipinge la storia” sono uniche, oltre che per i temi di impegno e di denuncia sociale trattati, anche per la tecnica ed i colori mediterranei da cui traspare un intensa “sicilianità ” . La mostra itinerante del 2003 sulla strage di Portella delle Ginestre ha rivelato l’elevato livello culturale dell’indagine pittorica di Porcasi e l’attualità dei temi trattati. Quel che accade nella Sicilia del 1947 quando i contadini occupavano le terre incolte che volevano seminare per sfamarsi scontrandosi con i proprietari terrieri difesi dai gabelloti mafiosi, accade oggi in Brasile dove i campesinos “senza terra” vengono assassinati dai vigilantes armati dai proprietari terrieri che erigono mura in difesa dei campi incolti. Nell’immobile “fotogramma” di una tela, desueto per la civiltà delle immagini che attualmente viviamo, l’autore riesce a trasferire il patos degli eventi ed i personaggi scaturiscono come prodotto puro della sua tensione morale, suscitando intense emozioni. A far da contrappunto alle pitture storiche che raccontano gli assassini di mafia, i paesaggi di una Sicilia solare con i fichidindia, le agavi, le ginestre, gli ulivi, le arance, i limoni; patrimonio di una terra baciata da Dio e calpestata dagli uomini. Infinite le tonalità dell’azzurro con le quali Porcasi dipinge il cielo della sua terra, è da lì che ha inizio il suo viaggio nel tempo. Le pagine della storia della Sicilia, sono scritte con il sudore e il sangue dei contadini che hanno dovuto combattere a mani nude per conquistare la terra e la libertà. Le bandiere rosse, simbolo della lotta dei lavoratori d’ogni tempo si fondono con il tricolore. In fondo è un’epopea italiana, mediterranea quella che l’autore ci racconta. Bandiere rosse e tricolore sullo sfondo di cieli di un azzurro struggente che nelle opere di Porcasi cambia di tonalità a seconda degli eventi, delle stagioni, degli umori degli uomini e delle loro azioni. Testimonianza questa dell’appartenenza dell’anima al tempo ed ai suoi mutamenti. Solo la natura rigogliosa tipica di questa terra, bella, solare e mediterranea, sembra rimanere immutata, muta ed immutabile testimone degli eventi e del trascorrere del tempo. Qui gli uomini sono solo “accidenti”. In questo l’artista opera come una divisione metafisica tra la natura: flora e fauna volte naturalmente al bene ed alle leggi immutabili (naturali) e l’uomo che quando è protagonista, è anche trasgressore per interessi di parte, per egoismo sfrenato, dell’armonia del creato, attore di violenza. C’è un’anima naturalistica dell’autore che può spiegarci l’impegno di Porcasi sul fronte ecologista in difesa della terra dall’inquinamento dell’aria, dell’acqua e del suolo che gli è costato persecuzioni e denunce da parte del potere costituito. Numerose, le analogie con i dipinti di Renato Gattuso rilevati dai critici d’arte nelle opere pittoriche di Porcasi. Oltre al realismo cromatico viene invocata la sicilianità, che appare condivisa aldilà delle tecniche utilizzate, con il grande maestro di Bagheria. Il verde dell’albero d’arancio amaro con le sue foglie di un verde acceso, le spine che nascono dai rami, così come i frutti colorati di un “colore arancio” dalle tonalità cromatiche rare, testimoniano, aldilà della semplice raffigurazione cromatica anche un’indagine psicologica complessa. Dal ramo, comune sorgente, scaturiscono frutti succosi e spine, proprio come accade nella vita degli uomini, che ogni giorno sono protagonisti della storia nel bene e nel male. La sicilianità in Gaetano Porcasi, diventa allora metafora della vita, e pretesto per raccontare storie mediterranee dal contenuto universale. L’artista dipinge con un linguaggio non criptato, facilmente comprensibile a tutti, dipinge con il cuore. Aldilà delle considerazioni “etiche” resta una riconoscibilità immediata delle tele di Gaetano Porcasi, che, nell’arte d’ogni tempo, è patrimonio dato a pochi artisti. Taluni restano sorpresi nel constatare la giovane età dell’autore, dietro queste opere d’arte che sanno di maturità piena. Il futuro, per questo “siciliano puro” non sarà un semplice accidente, ma qualcosa di straordinariamente importante per il mondo dell’arte.

    Giornalista e critico d’arte
    Cosmo Di Carlo


 

 

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