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Padre nostro che sei nei cieli (Affabulazioni)

lunedì 10 settembre 2007 Posted in immagini, poesia

 

Padre nostro che sei nei Cieli,
io non sono mai stato ridicolo in tutta la vita.
Ho sempre avuto negli occhi un velo d’ironia.
Padre nostro che sei nei Cieli:
ecco un tuo figlio che, in terra, è padre…
àˆ a terra, non si difende più…
Se tu lo interroghi, egli è pronto a risponderti.
àˆ loquace. Come quelli che hanno appena avuto
una disgrazia e sono abituati alle disgrazie.
Anzi, ha bisogno, lui, di parlare:
tanto che ti parla anche se tu non lo interroghi.
Quanta inutile buona educazione!
Non sono mai stato maleducato una volta nella mia vita.
Avevo il tratto staccato dalle cose, e sapevo tacere.
Per difendermi, dopo l’ironia, avevo il silenzio.

Padre nostro che sei nei Cieli:
sono diventato padre, e il grigio degli alberi
sfioriti, e ormai senza frutti,
il grigio delle eclissi, per mano tua mi ha sempre difeso.

Mi ha difeso dallo scandalo, dal dare in pasto
agli altri il mio potere perduto.
Infatti, Dio, io non ho mai dato l’ombra di uno scandalo.
Ero protetto dal mio possedere e dall’esperienza
del possedere, che mi rendeva, appunto,
ironico, silenzioso e infine inattaccabile come mio padre.
Ora tu mi hai lasciato.
Ah, ah, lo so ben io cosa ho sognato
Quel maledetto pomeriggio! Ho sognato Te.
Ecco perché è cambiata la mia vita.

E allora, poiché Ti ho,
che me ne faccio della paura del ridicolo?
I miei occhi sono divenuti due buffi e nudi
lampioni del mio deserto e della mia miseria.

Padre nostro che sei nei Cieli!
Che me ne faccio della mia buona educazione?
Chiacchiererò con Te come una vecchia, o un povero
operaio che viene dalla campagna, reso quasi nudo
dalla coscienza dei quattro soldi che guadagna
e che dà  subito alla moglie – restando, lui, squattrinato,
come un ragazzo, malgrado le sue tempie grigie
e i calzoni larghi e grigi delle persone anziane…
chiacchiererò con la mancanza di pudore
della gente inferiore, che Ti è tanto cara.
Sei contento? Ti confido il mio dolore;
e sto qui a aspettare la tua risposta
come un miserabile e buon gatto aspetta
gli avanzi, sotto il tavolo: Ti guardo, Ti guardo fisso,
come un bambino imbambolato e senza dignità .

La buona reputazione, ah, ah!
Padre nostro che sei nei Cieli,
cosa me ne faccio della buona reputazione, e del destino
- che sembrava tutt’uno col mio corpo e il mio tratto –
di non fare per nessuna ragione al mondo parlare di me?
Che me ne faccio di questa persona
cosi ben difesa contro gli imprevisti?

PIER PAOLO PASOLINI

Ascoltalo recitato da Vittorio Gassman
(per l’ascolto ti occorre real player, se non ce l’hai scaricalo QUI)

 

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13 Responses to “Padre nostro che sei nei cieli (Affabulazioni)”

    MyAvatars 0.2
  1. hermansji Says:

    “Sei contento? Ti confido il mio dolore;
    e sto qui a aspettare la tua risposta
    come un miserabile e buon gatto aspetta
    gli avanzi, sotto il tavolo: Ti guardo, Ti guardo fisso,
    come un bambino imbambolato e senza dignità .”
    (


  2. MyAvatars 0.2
  3. pibua Says:

    Quante volte ci siamo sentiti così? Grande, grande Pasolini! sad


  4. MyAvatars 0.2
  5. La Fée Verte Says:

    Esagero se affermo che Pasolini è il più grande scrittore dei nostri tempi?
    -)
    Francesca


  6. MyAvatars 0.2
  7. Andrea Opletal Says:

    molto vera…. !


  8. MyAvatars 0.2
  9. Alberto Says:

    @La Fèe
    Esageri, sì. cool

    @Pibua
    Meno male che qualcuno si ricorda di Pasolini anche per qualcos’altro che non siano i suoi film e la sua omosessualità !!!
    0==(D)

    Un abbraccio lettererario -)


  10. MyAvatars 0.2
  11. Alianora Says:

    Commovente (anche se io non credo che esistano bambini senza dignità ). P.S. Non ho scordato Gramos. Tardo per questioni logistiche, ma presto farò il versamento. Baci


  12. MyAvatars 0.2
  13. pibua Says:

    @ La Fée Verte: Se non il più, sicuramente uno dei più… -)

    @ Andrea: a me piace molto! !

    @ Alberto: Perchè, era omosessuale? 0==(D) lol
    un abbraccio cadodallenuvole -)

    @ Alianora: Forse per dignità  intendeva senza vergogna, senza quel falso pudore tipico dell’età  adulta dovuto all’esperienza, ai condizionamenti ambientali e culturali…almeno, io lo interpreto così…
    8-O
    Per Gramos sei ancora in tempo…fammi avere il numero del versamento quando lo avrai fatto, almeno potrai verificare di persona la sua presenza nel foglio di rendicontazione che pubblicheremo (non ci saranno nomi).
    Buona serata -)


  14. MyAvatars 0.2
  15. hermansji Says:

    Dignità  intesa come rapporto tra il piano dell’uomo e quello del divino… interiormente ed esteriormente… porre la domanda materiale all’orecchio spirituale… e scoprire l’incomunicabilità … la complessità  della comunicazione è resa perfettamente attraverso le immagini … se analizziamo le varie figure utilizzate per mezzo delle quali ci viene restituito ogni stato d’animo di Pasolini … la mutevolezza continua dell’io “creatura umana”… ed anche l’oltre come quell’avanzi e gatto che rimandano ad uno scontro dialettico dei Vangeli … qui in un certo senso nobilitato dal gatto … ma è facile tornarci con la mente leggendo bene… ( 8-O )
    .:. 8-O


  16. MyAvatars 0.2
  17. pibua Says:

    Ah è quello il senso…si, forse ora che lo dici lo leggo anch’io… -)
    Sai, io non ho fatto il classico….sono solo ragioniera/infermiera….ragiono ragiono, ma a volte non ci arrivo 8-O ^_^


  18. MyAvatars 0.2
  19. hermansji Says:

    @Pibua ti assicuro non era una correzione tipo lezioncina sad (uffi ogni tanto torno nel mio ruolo ed ecco vi annoio ? ??:). La tua è una bella interpretazione ti è solo sfuggita la lettura anche “religiosa del testo”… che rimanda ad un bisogno di fede espresso in un passo dei Vangeli … bisogno tramutato in domanda alla divinità  … e da domanda ad insegnamento non dalla divinità  all’uomo… ma dall’uomo alla divinità  … la divinità  che apprende qualche cosa dalla sua creatura ? : Una piccola rivoluzione che cambia anche il corso della predicazione.
    .:.


  20. MyAvatars 0.2
  21. pibua Says:

    Non mi hai annoiata affatto…mi fa piacere comprendere meglio qualcosa che istintivamente mi piace, a volte non ho gli strumenti di base per apprezzare a fondo certe sfumature, ma mi piace molto leggere, mi piace la poesia e sono contenta se qualcuno mi aiuta a leggere meglio tra le righe…Grazie Professore mrgreen -)


  22. MyAvatars 0.2
  23. hermansji Says:

    Alle volte bisogna fidarsi dell’autore per leggere tra le sue righe… si ha paura però… quando leggiamo e ci piace ciò che leggiamo è come se fossimo sulle ginocchia di chi scrive che ci racconta una storia… dovremmo quindi essere capaci di porgli la domanda e vedere se leggendo ancora troveremo la risposta… ormai esistono davvero pochi scrittori… colpa anche di tutte queste scuole che insegnano a scrivere… la vecchia regola di leggi ed imparerai a scrivere è stata messa in un cantuccio… l’imperativo moderno è scrivi ed imparerai a scrivere… no … non funziona … devo essere un buon lettore… capire quella intimità  che si creato con l’autore e l’autrice… è saprò scrivere… perché devo far dimenticare le ore alle persone che leggono… devo far dimenticare per un attimo i dispiaceri della quotidianità … e devo farlo senza gli strumenti che hanno gli altri… chi disegna chi compone… arrivano prima all’immaginazione delle persone… chi scrive deve creare una “magia”… deve evocare sensazioni all’interno del cuore di chi legge… e poi da li alla mente… come un innamoramento prende d’istinto e poi quando anche la ragione lo accetta allora è finita… l’amore è totale … questo è per me il segreto della scrittura… catturare una persona il tempo necessaria dello spettacolo… e quando lo spettacolo è terminato consentire alla persona di rielaborare tutte le sensazioni ed i pensieri evocati… fare in modo che diventi suoi … gli appartengano… e forse un giorno saranno altra letteratura… altra arte… altra “magia”…
    .:.


  24. MyAvatars 0.2
  25. pibua Says:

    Che belle parole…sono perfettamente d’accordo -)


 

 

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0==(D) (6) ! ? idea arrow roll dizzy -) mrgreen razz mad neutral lol ( oops cool -? shock 8-O sad ^_^ grin

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