Hasta la victoria, siempre!
Il 9 ottobre 1967 muore assassinato Ernesto Che Guevara…vogliamo ricordare qualcosa di lui?

Ernesto nasce il 14 giugno 1928 a Rosario, in Argentina, a due anni viene colpito da una forma di asma cronica che costringe la famiglia a trasferisrsi in un clima più asciutto, Viene scelta la cittadina di Alta Gracia, sulla Sierra di Còrdoba.
Terminato il liceo, si trasferisce sempre con la famiglia a Buenos Aires dove trova un lavoro come impiegato municipale e si iscrive alla facoltà di medicina.
Nel 1953 si laurea con una tesi di allergologia e parte per un viaggio in America Latina inizialmente per interessi archeologici, che pian piano si trasformano in interessi politici, nel 1954 da gennaio ad agosto partecipa attivamente al movimento sorto sotto il governo di Jacobo Arbenz, collaborando nel servizio sanitario e arruolandosi nelle brigate giovanili. Si avvicina agli ambienti del Pgt (il partito comunista) e comincia a darsi una formazione marxista. Lo aiuta una giovane artista di sinistra, la peruviana Hilda Gadea, della quale si innamora. La sposerà in Messico due anni dopo, avendone la figlia Hildita.
Dopo l’abdicazione di Arbenz, provocata da un’aggressione di mercenari, organizzati in Honduras dalla Cia e guidati dal colonnello Castillo Armas, Guevara deve rifugiarsi nell’ambasciata argentina.
Nel 1955 lo ritroviamo a Città del Messico, dove vive facendo il fotografo e vendendo libri, finchè ottiene un posto nel reparto di allergia dell’ospedale generale. Riprende gli studi marxisti. Qui conosce Fidel Castro e il gruppo degli esiliati cubani. Partecipa ai corsi all’accampamento cubano e all’addestramento militare sotto la guida di un fuoriuscito della guerra civile spagnola, il gen. Bayo. L’accampamento viene scoperto e il Che arrestato con gli altri cubani. Per la loro scarcerazione compie uno sciopero della fame in prigione. Vi resta più a lungo degli altri (57 giorni). Liberato salpa col “Granma” da Tuxpà n, il 25 novembre, e sbarca a la Playa de las Coloradas, il 2 dicembre.
Nel 1957-1958 partecipa Come “medico-guerrigliero” al fianco di Castro all’invasione della Sierra Maestra all’Avana e alla Battaglia di Santa Clara. Poco dopo finisce il matrimonio con Hilda.
Nel 1959-1960 Diventa cittadino cubano ed entra a far parte del governo castrista come ministro dell’Industria e presidente della Banca Nazionale. Sposa Aleida March da cui avrà 4 figli. Compie viaggi diplomatici all’estero.
Tra il 1961 ed il 1964 Partecipa alla conferenza degli stati americani a Punta del Este. Viene posto al comando della Difesa durante la crisi della Baia dei Porci. Incontra ad Algeri Ben Bella, partecipa a Mosca ai festeggiamenti per il 47.mo anniversario della Rivoluzione d’Ottobre, interviene a New York all’assemblea dell’ONU. In questa circostanza pronuncia alla televisione americana un durissimo discorso in cui riafferma la propria posizione anti-capitalistica. Parte per un lungo viaggio in Africa.
A marzo del 1965 rientra a Cuba ed appare per l’ultima volta in pubblico. Il 1 aprile, in una lettera a Castro, annuncia le sue dimissioni da ogni carica e da cittadino cubano. Il mese successivo si reca segretamente in Congo per aiutare militarmente i rivoltosi. Vi resterà fino a novembre quando – altrettanto clandestinamente – fa rientro a Cuba. Assieme ad un gruppo di fedeli prepara un piano di guerriglia per portare la rivoluzione in Bolivia.
Ai primi di novembre del 1966 compare in Bolivia, sotto falso nome e sembianze irriconoscibili. Raggiunge la zona di operazioni della guerriglia e comincia a tenere un diario.
Verso aprile del 1967 le agenzie di stampa cominciano a parlare della presenza del Che in Bolivia. Il 7 giugno il governo boliviano di Barrientos dichiara lo stadio di assedio. Il 24 giugno viene repressa nel sangue la rivolta dei minatori di Catavi e Huanuni. La guerriglia riporta qualche successo militare. Ma si divide in due gruppi che non riusciranno più a ricongiungersi. Il 31 agosto, a Vado del Yeso, viene distrutto il gruppo di Joaquin, di cui fa parte anche “Tania la guerrigliera”. Il 26 settembre, nella zona di Valle Grande, il gruppo del Che cade in un’imboscata. L’8 ottobre, alla Quebrada del Yuro, il gruppo è accerchiato e il Che, ferito alle gambe viene catturato. Trasferito nella scuola del villaggio di Higueras, viene interrogato e poi lasciato per una notte senza cure. Felix Rodriguez, agente della CIA di orgine cubana, consigliere militare dell’esercito boliviano, scatterà le ultime foto in vita del Che.Al mattino del 9 ottobre viene ucciso con un colpo di pistola, per decisione ufficiale del governo. Il suo cadavere viene trasportato in elicottero a Valle Grande e successivamente sepolto in un luogo segreto nei pressi di quella stessa città . Il mondo incredulo, attende la conferma della morte, che viene data da Fidel Castro,il 15
ottobre
Da Wikipedia
Poeta e saggista. Il Guevara “sconosciuto”
Sia pure forse meno conosciuto, esiste anche un Guevara autore di poesie e saggi letterari. Questi ultimi in particolare non mancano di acutezza, e si accompagnano ad importanti osservazioni politiche, come è possibile per esempio riscontrare nell’articolato commento che scrisse sul libro di Pablo Neruda “Canto Generale”. Infatti, al contrario di molti militari e uomini d’armi, il Che era estremamente colto. Tuttavia egli era più un uomo d’azione che un poeta e un filosofo.
Icona rivoluzionaria
Alla fine degli anni ‘60 Guevara diventa un’icona mondiale per quella parte di gioventù che si riconosce nei suoi ideali rivoluzionari. Tutt’ora Ernesto Guevara, el Che, (emblema, per alcuni, della lotta per la libertà e la dignità dei popoli del Terzo Mondo) appare come la figura dell’eroe ideale, una sorta di eroe sofocleo, incapace di compromessi a costo della sua stessa vita. Anche a prescindere dalle sue convinzioni politiche, la sua immagine di eterno ribelle, di sognatore poco incline alla mediazione con un mondo pieno di ingiustizie, ha conquistato generazioni di giovani in tutto il mondo.
La storica fotografia del Che scattata il 6 marzo 1960 dal fotografo Alberto Korda (vedi) e da questi regalata all’editore italiano Giangiacomo Feltrinelli è diventata una delle immagini più famose del secolo addirittura è stata additata come la più riprodotta in assoluto della storia della fotografia. Meno nota è la circostanza dello scatto: i funerali di 75 cubani morti durante un’attentanto terrorista finanziato ed appoggiato dagli anticastristi e dalla CIA (presidenza Eisenhower). Successivamente l’Operazione Mongoose, voluta dal governo USA dei Kennedy, portò alla realizzazione in 14 mesi di 5.780 azioni terroristiche e 716 sabotaggi ad infrastrutture economiche cubane.
Tags: assassinio, Castro, Ernesto Che Guevara, rivoluzione
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12 Responses to “Hasta la victoria, siempre!”










ottobre 9th, 2007 at 11:37
me la salvo e leggo tutto con calma !!!!
ottobre 9th, 2007 at 11:48
Intanto che ci sei: QUI c’è anche un bell’esempio di Che Guevara poeta
Buona lettura
ottobre 9th, 2007 at 12:57
vado a leggere anche quello !
ottobre 9th, 2007 at 15:17
un personaggio della storia mondiale. Si può condividerne o no il suo ideale, ma resta il fatto che fino in fondo ha portato avanti la sua lotta. Storie d’altri tempi. Mi chiedo oggi infatti chi vagamente potremmo accostargli
ottobre 9th, 2007 at 19:36
Un grande!
ottobre 9th, 2007 at 23:01
hasta siempre….
ottobre 10th, 2007 at 02:28
Gli unici veri rivoluzionari della storia sono stati Gesù e Gandhi.
Il Che era un simpatico idealista, che non ha voluto accettare di crescere e ha preferito combattere a oltranza.
Senza offesa: opinione personale, s’intende.
Un abbraccio nonviolento
ottobre 10th, 2007 at 16:49
Scusa l’invasione, ma è una buona causa: ADOTTIAMO UNA CRUCCHETTA!!!!!
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Un abbraccio sponsor
ottobre 12th, 2007 at 02:47
Guarda che l’espressione “forma di asma cronica” servì a celare una forma di epilessia che il Guevarà manifestò da bambino; non è detto che l’epilessia si diagnosticabile subito alla nascita.
E ve ne sono varie forme; ho qualche amico epilettico, uno l’han fatto morire i dottori.
Ma esistono anche forme che si manifestano come negli atti del Mostro di Firenze, ad esempio.
Altro esempio, il Guevara non resistette alla tentazione di sparare personalmente al pancione di una donna incinta: che cosa avesse fatto di contro-rivoluzionario il bimbo che ancora doveva nascere, non lo so; forse stava per nascere in una casupola un po’ più grande della media, vale a dire aveva troppo. Cioé in ultima analisi, era un capitalista congenito.
ottobre 12th, 2007 at 13:56
Stefania so che questo commento non c’entra niente con il tuo post… ma invito te ed i tuoi lettori ad aderire all’iniziativa una “piastrella virtuale per Alisei” info qui:
http://hermansji.blogspot.com/2007/10/messaggio-allabruzzo-piastrelliamolo.html
ottobre 12th, 2007 at 20:56
siempre hasta!
ottobre 19th, 2007 at 14:03
CIao a tutti…caro kARMARUT, io questa cosa dell’epilessia non la conoscevo (asma si), tantomeno del colpo contro la donna incinta…che dici?! dove l’hai letto? Risp. please