Vogliamo iniziare il 2008 con una buona azione?
mercoledì 2 gennaio 2008 Posted in solidarietà
Quanti di voi hanno un vecchio cellulare inutilizzato? Penso molti!
Credo sia arrivato il momento di tirarlo fuori dal cassetto e di usarlo per aiutare chi sta peggio di noi.
Per saperne di più guardate il pps qua sotto, è un po’ lungo ma vi consiglio di guardarlo fino in fondo e poi di AGIRE!
Cosa c’è di meglio che iniziare un nuovo anno pensando a chi ha bisogno?

Tags: Africa, campagna raccolta, cellulari, magis, solidarietà
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9 Responses to “Vogliamo iniziare il 2008 con una buona azione?”











gennaio 2nd, 2008 at 17:46
Confesso, sono uno di quelli che del cellulare non gliene pò fregà de meno, meno che meno di avere lìultimo uscito. Morale: ha ancora una “cabina telefonica” del 1987. Comunque grazie per la dritta e non mancherò di farne tesoro non appena smette di adempiere alle sue funzioni.
Anche se in ritardo tanti tanti auguri a te e pibui di buon anno nuovo.
gennaio 2nd, 2008 at 23:12
Idem. E’ mio marito quello “patito” e se io ho un nokia N70 è solo perchè me lo ha ceduto lui e poi si è preso un modello più recente e più performante
Auguri anche a te e famiglia carissimo
gennaio 3rd, 2008 at 13:14
Mannaggia!
Ho appena buttato via un paio di vecchi Motorola 8700 che mi toglievano spazio nei cassetti…
Se trovo un altro carroarmato in giro, li chiamo.
Contaci.
Un abbraccio telefonato
gennaio 3rd, 2008 at 21:05
Buona idea, grazie.
gennaio 3rd, 2008 at 22:20
@ Alberto: peccato!
Un abbraccio fiducioso
@ bruno carioli: prego!
gennaio 4th, 2008 at 01:53
ti è arrivata una nomination… se ne hai voglia:
http://lapennachegraffia.blogspot.com/2008/01/thinking-blogger-award.html
un saluto
gennaio 4th, 2008 at 07:34
Ma grazie! la tua nomination mi onora!

dammi il tempo di pensarci…
a presto
gennaio 11th, 2008 at 10:59
Caro Pibua,
se fosse possibile cambiare il mondo con qualcosa di buono per invertire la sua brutta china, senza “sporcarsi le maniâ€, non ci sarebbe, già da tempo, sulla terra altro che concordia, armonia e il benessere, quel tanto che basta per tutti.
Cominciare un anno, come tu suggerisci di fare col telefonino, non è molto ma è già qualcosa se il tuo suggerimento fosse seguito da tanti volenterosi, e riconosco che ne vale proprio la pena, piuttosto che pensare a chissà quale miracolo celeste.
Mi viene in mente una storiella di un amico che somiglia tanto alla tua iniziativa del telefonino, ora te la racconto perché è interessante.
Si intitola “Il coraggio di cambiare†…
Una tempesta terribile si abbatté sul mare.
Lame affilate di vento gelido trafiggevano l’acqua e la sollevavano in ondate gigantesche che si abbattevano sulla spiaggia come colpi di maglio,o come vomeri d’acciaio aravano il fondo marino scaraventando le piccole bestiole del fondo,i crostacei e i piccoli molluschi, a decine di metri dal bordo del mare.
Quando la tempesta passò, rapida come era arrivata, l’acqua si placò e si ritirò.
Ora la spiaggia era una distesa di fango in cui si contorcevano migliaia di stelle marine.
Erano tante che la spiaggia sembrava colorata di rosa.
Il fenomeno richiamò molta gente da tutte le parti della costa.
Arrivarono anche delle troupe televisive per filmare lo strano fenomeno.
Le stelle marine erano quasi immobili.
Stavano morendo.
Tra la gente, tenuto per mano dal papà ,c’era anche un bambino che fissava con gli occhi pieni di tristezza le piccole stelle di mare.
Tutti stavano a guardare e nessuno faceva niente.
All’improvviso il bambino lasciò la mano del papà , si tolse le scarpe e le calze e corse sulla spiaggia.
Si chinò, raccolse con le piccole mani tre piccole stelle di mare e, sempre correndo, le portò nell’acqua.
Poi tornò indietro e ripeté l’operazione.
Dalla balaustrata di cemento, un uomo lo chiamò.
“Ma che fai ragazzino?”
“Ributto in mare le stelle marine. Altrimenti muoiono tutte sulla spiaggia” rispose il bambino senza smettere di correre.
“Ma ci sono migliaia di stelle marine su questa spiaggia: non puoi certo salvarle tutte. Sono troppe!” gridò l’uomo.
“E questo succede su centinaia di altre spiagge lungo la costa! Non puoi cambiare le cose!”.
Il bambino sorrise, si chinò a raccogliere un’altra stella di mare e gettandola in acqua rispose:
“Ho cambiato le cose per questa qui!”.
L’uomo rimase un attimo in silenzio, poi si chinò, si tolse le scarpe e le calze e scese in spiaggia.
Cominciò a raccogliere stelle marine e a buttarle in acqua.
Un istante dopo scesero due ragazze ed erano in quattro a buttare stelle marine in acqua.
Qualche minuto dopo erano in cinquanta, poi cento, duecento, migliaia di persone che buttavano stelle di mare nell’acqua.
Così furono salvate tutte.
Qui finisce il racconto e si capisce che
per cambiare le cose basterebbe che qualcuno, anche con i suoi limiti e nel suo piccolo, avesse il coraggio di incominciare.
Ed è vero anche che ti proviene da un estraneo una sorta di eco alla tua “telefonata†e questo ti rassicura che hai avuto un’ottima idea
Buon 2008, Pibua
gennaio 11th, 2008 at 11:21
Bellissima storia, grazie per avercela raccontata.
Buon anno anche a te