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Dieci anni dalla tragedia del Cermis

domenica 3 febbraio 2008 Posted in Bacheca, notizie, riflessioni

Il 3 Febbraio 1998 alle 15.13, un aereo militare americano nel tentativo di passare con un volo radente sotto i cavi della funivia, ne tranciò i cavi e la cabina con 20 persone al suo interno, sette tedeschi, cinque belgi, tre italiani, due austriaci, due polacchi e un´olandese, si schiantò al suolo dopo un volo di 80 metri. Non vi fu nessun superstite.

Diciannove persone erano turisti, erano lì per godersi una vacanza sulla neve, uno era il manovratore della cabina, e furono coinvolti in una fine tanto tragica quanto assurda: la superficialità  di quattro militari che si credevano supereroi, quattro ufficiali dell´aeronautica militare americana, furono i responsabili di questa catastrofe.

I quattro militari erano a bordo di un Grumman EA-6B Prowler, aereo militare statunitense del Corpo dei Marines, che era decollato dalla base aerea di Aviano alle 14.36 per un volo di addestramento.

Il velivolo, danneggiato all’ala e alla coda, riuscì ugualmente a far ritorno alla base, senza avere nemmeno la “decenza” di lanciare l´allarme e senza avvertire il proprio comando di quanto accaduto.
L´unica preoccupazione fu quella di distruggere il nastro di una videocamera con la quale avevano ripreso tutte le evoluzioni del loro aereo.

Ovviamente l’episodio creò un clima di tensione tra americani ed italiani e di aspre polemiche, non solo per la tragedia in se stessa, ma anche perché il fatto riportava al centro del dibattito il senso e le modalità  della presenza delle forze militari americane in Europa, dibattito ancora in corso in questi giorni…

L’allora Presidente degli USA, Bill Clinton, si scusò per l’incidente alcuni giorni dopo, e promise alle famiglie delle vittime risarcimenti in denaro.

I pubblici ministeri italiani richiesero di processare i quattro marines in Italia, ma il Giudice per le indagini preliminari di Trento ritenne che, in forza della Convenzione di Londra del 19 giugno 1951 sullo statuto dei militari Nato, la giurisdizione sul caso dovesse riconoscersi alla giustizia militare statunitense.
Inizialmente tutti e quattro i membri dell’equipaggio furono indagati, ma solo il pilota cap. Richard Ashby e il suo navigatore cap. Joseph Schweitzer comparirono effettivamente davanti al tribunale militare americano per rispondere dell’accusa di omicidio colposo.

Nel processo contro Ashby la Corte militare accertò che le mappe di bordo non segnalavano i cavi della funivia e che l’aereo stava volando più velocemente e ad un’altitudine molto minore di quanto permesso dalle norme militari (2000 piedi – 609.6 m).
Il pilota dichiarò che credeva che l’altezza di volo minima fosse di 1000 piedi (304.8 m), ma gli fu contestato che il cavo fu tranciato ad un’altezza di 360 piedi (110 m).
A quel punto il pilota sostenne che l’altimetro dell’aereo non funzionava bene, e che non era a conoscenza delle restrizioni di velocità .

Nel marzo del 1999 la giuria assolse Ashby, e anche le accuse di omicidio colposo nei confronti di Schweitzer non ebbero seguito.

I due militari furono nuovamente giudicati dalla corte marziale USA per intralcio alla giustizia per aver distrutto il video registrato durante il volo. Per tale capo d’accusa furono riconosciuti colpevoli ed entrambi furono degradati e rimossi dal servizio. Il pilota fu inoltre condannato a sei mesi di detenzione, ma fu rilasciato dopo quattro mesi e mezzo per buona condotta.

Nel febbraio 1999 il Senato degli Stati Uniti ha stanziato circa 40 milioni di dollari per i risarcimenti ai familiari delle vittime e per la ricostruzione dell’impianto di risalita, ma nel maggio dello stesso anno lo stanziamento, respinto da una commissione del Congresso, non è stato confermato dal Governo nella persona del Ministro della Difesa William Cohen.

Dei risarcimenti hanno quindi dovuto farsi carico la Provincia Autonoma di Trento e il Parlamento Italiano.

Nell’immediatezza del fatto, la Provincia Autonoma di Trento ha stanziato 50.000 dollari per ogni vittima come concorso alle spese immediate, ed è intervenuta per finanziare la ricostruzione dell´impianto di risalita. Tali somme sono state rimborsate alla Provincia dallo Stato italiano nel settembre del 2004.
Il governo degli Stati Uniti ha dovuto risarcire allo stato Italiano il 75% delle somme complessivamente erogate.

Nel febbraio 2008 (notizia fresca fresca) i due piloti hanno impugnato la sentenza e richiesto la revoca della radiazione con disonore, hanno anche affermato che all’epoca del processo, accusa e difesa strinsero un patto segreto per far cadere l’accusa di omicidio colposo plurimo, ma di aver voluto mantenere l’accusa di intralcio alla giustizia “per soddisfare le pressioni che venivano dall’Italia”.

Qua sopra potete vedere le facce dei quattro militari che si sono macchiati di questo crimine, quello che mi auguro, visto che la giustizia non sempre “è uguale per tutti”, è che almeno abbiano grande difficoltà  a convivere con la propria coscienza.
Fonti:

 

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4 Responses to “Dieci anni dalla tragedia del Cermis”

    MyAvatars 0.2
  1. Alianorah Says:

    Ti lascio lo stesso commento che ho fatto da Chit che ha trattato lo stesso tuo tema: la vergognosa leccaculaggine che abbiamo verso gli USA non ha limiti! mad


  2. MyAvatars 0.2
  3. pibua Says:

    Sono completamente d’accordo! (6)


  4. MyAvatars 0.2
  5. chit Says:

    Un silenzioso ricordo, quel che dovevo dire l’ho detto ieri!
    Buona settimana


  6. MyAvatars 0.2
  7. pibua Says:

    Si chit, ho letto e commentato su OKNOtizie.
    Buona settimana anche a te -)


 

 

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