Tragedie di casa nostra: Il Vajont
Per la rassegna “A volte ritornano” oggi ho ripescato dal mio vecchio blog questo articolo dedicato al disastro del Vajont (oggi cade il 45esimo anniversario).
Tags: diga, disastro, Longarone, r.i.p., VajontIn questa fotografia poss
iamo vedere Longarone, un paese in provincia di Belluno, prima del 9 ottobre del 1963.
Cosa accadde quel triste giorno?
Una frana distaccatasi dal Monte Toc e precipitata nel bacino artificiale creato dalla diga del Vajont, provocò la distruzione di Longarone, ed investì i vicini paesi di Castellavazzo, Erto e Casso, danneggiamenti subirono anche i paesi di Codissago, Pirago, Faè e Rivalta.
Il bilancio delle vittime fu altissimo: 1917 morti dei quali 1450 solo a Longarone.
Ma come è potuta accadere una tragedia simile?
La catastrofe è così descritta dalla Relazione della Commissione di inchiesta nominata dal Ministro dei Lavori Pubblici:
Corsi e ricorsi storici in musica
Stamattina, dopo tanto tempo, sono tornata a dare un’occhiata al mio primo blog, e la mia attenzione è stata catturata da un articolo che scrissi il 24 maggio del 2006…in realtà non era un vero e proprio articolo, ma la semplice trascrizione di una canzone: “El Presidente” dei Modena city ramblers.
Rileggere quelle parole mi ha messo addosso un certo senso di inquietudine…
a El Presidente
E’ una storia già sentita (mentirà )
e poi non è importante
Le lobby e gli interessi (offshore)
sono l’ invenzione
Di quei giornalisti(audience)
e dell’ opposizione
Non dovete usare leggi(impeachment) contro El Presidente
Le minacce di un complotto (golpe)
vanno prese serianmente
Il suo volto per la strada è sicurezza e garanzia
Di chi con i suoi uomini cammina sulla via
Del Miracolo Economico che trasmetterà
Il segno di El Presidente sulla società
El Presidente,lo sai, vede,provvede, non sbaglia mai!
El Presidente, lo sai, con la sua squadra risolve i guai!
Non potete dare colpe (alah)
a El Presidente
Per ogni problema (trust) lui è qui presente
Il nostro Presidente (caid) è uno che lavora
Con la Democrazia,(freedom)il pubblico lo adora!
Le promesse che ci ha fatto rappresentano la sfida
Di un Paese che in passato ha conosciuto la deriva
Date solo un po’ di tempo per il risultato
Chi lo ha sostenuto verrà ricompensato
El Presidente,lo sai, vede,provvede,non sbaglia mai!
El Presidente,lo sai,con la sua squadra risolve i guai!
Ogni guerra è santa (war) per il suo Ideale
Ogni causa è giusta (right war) per il suo giornale
Per la tua casa nuova c’è la sua immobiliare
E la sua finanziaria per le rate da pagare
I cinema proiettano ogni film di El Presidente
Nel centro commerciale trovi il saldo conveniente
Sul campo la sua squadra di frequente è la vincente
Nei sondaggi la fiducia è consistente
El Presidente OPERAIO
El Presidente NOTAIO
El Presidente INSEGNANTE
El Presidente CANTANTE
E’ ALLENATORE
E’ GIOCATORE
AMBASCIATORE
IMPERATORE
El Presidente PETROLIERE
El Presidente CONSIGLIERE
El Presidente SOLDATO FILOAMERICANO
El Presidente PACIFISTA
EL PRESIDENTE KOMUNISTA !
AMA IL TUO PRESIDENTE!
Possibile che in due anni non sia cambiato proprio niente?
SI E’ POSSIBILE, purtroppo
Tags: bella ciao, contessa, el presidente, modena city ramblers, politica, storia, video
Favola vera (Andrea Camilleri)
Eletto a furor di popolo Presidente di tutto (della Repubblica, del Senato, della Camera, del Consiglio) il Cavaliere riunì i suoi ministri e disse:
«Da tempo avevo preparato la riforma della Costituzione. Prendete appunti. Il testo l´ho già inviato alla Gazzetta Ufficiale».
Diligentemente, i ministri si munirono di carta e penna.
«Articolo 1», dettò il Presidente, «I’liata è una Repubblica fondata sui lavori del Cavaliere».
I ministri annuirono.
«Articolo 2», proseguì il Presidente. «Il colore rosso, simbolo dell´odiato comunismo, è dichiarato anticostituzionale e pertanto viene abolito».
«Come la mettiamo con le Ferrari?», domandò il ministro dell´Industria.
«Non c´è problema. Diventano azzurre», ribattè il Cavaliere.
«E con il Tricolore?», domandò a sua volta il ministro della Difesa.
«Rimane tricolore, ma al rosso si sostituisce l´azzurro», fece seccamente il Cavaliere.
E via di questo passo. Furono stabilite multe salatissime per chi, coinvolto in un qualsiasi incidente, mostrava pubblicamente il rosso del suo sangue, con i diserbanti si fecero sparire rose e fiori rossi, la carne rossa non venne più messa in vendita mentre il pesce azzurro fu portato alle stelle, l´unico vino in commercio rimase quello bianco.
Sommersi da tutto quell´azzurro, gli Iliatani cominciarono ben presto a soffrire di nostalgia del rosso, una nostalgia che diventava di giorno in giorno sempre più acuta.
Si ebbero i primi attentati rivendicati dai Grar (Gruppi rivoluzionari adoratori rosso). I contrabbandieri facevano affari d´oro non con le sigarette o i clandestini, ma con le scatole di sugo di pomodoro, assolutamente proibite in Iliata.
Finché un mattino, dopo un violentissimo acquazzone, apparve in cielo un gigantesco arcobaleno che coprì l´intero paese. Il rosso di quell´arcobaleno non era solamente un colore, ma un altissimo grido di rivolta, deciso e terso.
Quell´arcobaleno segnò, sempre a furor di popolo, la fine del Cavaliere.
QUI ne trovate altre nove
Hasta la victoria, siempre!
Il 9 ottobre 1967 muore assassinato Ernesto Che Guevara…vogliamo ricordare qualcosa di lui?

Ernesto nasce il 14 giugno 1928 a Rosario, in Argentina, a due anni viene colpito da una forma di asma cronica che costringe la famiglia a trasferisrsi in un clima più asciutto, Viene scelta la cittadina di Alta Gracia, sulla Sierra di Còrdoba.
Terminato il liceo, si trasferisce sempre con la famiglia a Buenos Aires dove trova un lavoro come impiegato municipale e si iscrive alla facoltà di medicina.
Nel 1953 si laurea con una tesi di allergologia e parte per un viaggio in America Latina inizialmente per interessi archeologici, che pian piano si trasformano in interessi politici, nel 1954 da gennaio ad agosto partecipa attivamente al movimento sorto sotto il governo di Jacobo Arbenz, collaborando nel servizio sanitario e arruolandosi nelle brigate giovanili. Si avvicina agli ambienti del Pgt (il partito comunista) e comincia a darsi una formazione marxista. Lo aiuta una giovane artista di sinistra, la peruviana Hilda Gadea, della quale si innamora. La sposerà in Messico due anni dopo, avendone la figlia Hildita.
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Vogliamo ricordare un altro tragico 11 settembre?
Certo, quando nominiamo quel giorno di settembre, la prima cosa che ci viene in mente è l´attacco alle torri gemelle, ma 28 anni prima in un paese non molto lontano da New York accadde qualcosa di terribile…
L´11 settembre 1973, il golpe della giunta presieduta dal generale Augusto Pinochet, sotto l´abile regia degli Stati Uniti, metteva fine, in un bagno di sangue, a tre anni di un´esperienza senza precedenti. Salvador Allende, Presidente democraticamente eletto del Cile nel 1970 venne destituito.
La nomina di Allende accese i riflettori del mondo sul Cile, per la prima volta un marxista può diventare capo di un governo occidentale grazie a una vittoria elettorale e non a una insurrezione armata. E´ una vittoria che allarma gli Stati Uniti e gli strati più ricchi della popolazione. Una volta eletto, la CIA condusse operazioni di propaganda per bloccare la ratifica di Allende come Presidente da parte del Congresso, ma questi gli consentirono l´insediamento.
Allende propone un cammino verso “il socialismo nelle libertà â€, il suo programma di riforme è vasto: nazionalizzazione delle banche, inizio della riforma agraria, espropriazione del capitale straniero (in primo luogo statunitense).
…â€Fate tutto il necessario per danneggiarlo e farlo cadere†parole di Richard Nixon ai suoi interlocutori: il segretario di Stato Henry Kissinger, il suo Gabinetto, i vertici della Cia… “Quel figlio di puttana va schiacciato con qualsiasi mezzoâ€â€¦
Nel corso del 1972-73 l´economia peggiora rapidamente: gli Stati Uniti fanno crollare il prezzo del rame per danneggiare le esportazioni cilene, alta inflazione, carenza di cibo, eventi che inducono i circoli politici della destra a decidere di intraprendere la via della forza per riportare il Paese verso l´â€œordineâ€.
Nell´agosto del 1973 Augusto Pinochet Ugarte viene nominato capo di stato maggiore. Allende dichiara pubblicamente la propria fiducia nei confronti di Pinochet.
Intanto, per aumentare il clima di allarme sociale la destra orchestra da settimane azioni violente portate avanti da forze paramilitari.
L´11 settembre 1973 le forze armate dichiarano illegittimo il governo Allende e decidono di prendere il potere, il “presidente†rifiuta la proposta di salvacondotto e si rifugia con i suoi fedelissimi all´interno della Moneda.
I golpisti prima circondano il palazzo presidenziale tentando di stanare i rifugiati…poi lo stesso palazzo viene bombardato dagli aerei militari.
Fu detto che Allende si suicidò, con una mitraglietta datagli da Fidel Castro, sebbene molti comunisti e socialisti credano che egli fu ucciso nella difesa del Palazzo Presidenziale.
Il paese è ormai in mano alle forze armate guidate da Augusto Pinochet, che darà vita ad una delle più feroci dittature nella storia del secolo scorso.

Tags: Allende, golpe, Moneda, Pinochet


iamo vedere Longarone, un paese in provincia di Belluno, prima del 9 ottobre del 1963.







