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Vi ricordate di Gramos?

martedì 23 febbraio 2010 | 2 Comments | Posted in solidarietà

GramosSul nuovo blog di Morgan (quello di Acme del pensiero), che scopro solo oggi (con piacere), qualche giorno fa è stato pubblicato un articolo che ci aggiorna sulle condizioni del piccolo Gramos, il bimbo Kosovaro che nel 2007, nonostante le inevitabili polemiche della blogosfera, abbiamo aiutato tutti insieme a reperire i soldi per la costosissima cura a cui deve essere sottoposto a causa della tirosinemia.

Di seguito vi riporto per intero l’articolo di Morgan, ma vi anticipo già che i suoi problemi purtroppo non sono risolti e che necessita ancora del nostro impegno.

 

Questo post potrà sembrare ai lettori di Sul Romanzo un classico OT (off-topic), cioè un fuori tema. Infatti lo è, ma lo faccio per una precisa motivazione. Spero che avrete la pazienza di leggermi.

Nell’estate del 2007, quando ancora vivevo a Roma, gestivo da tempo un blog che si chiamava Acme del Pensiero, dedicato al mondo del volontariato, in particolare dei senzatetto. Conobbi a quel tempo la storia di Gramos, un ragazzino kosovaro colpito da una gravissima malattia rara: la tirosinemia.

Così, di comune accordo con la mia associazione di volontariato, e grazie al sostegno di molti blogger, avevamo organizzato una serie di iniziative, non solo on line, per raccogliere denaro con un fine nobile: aiutare economicamente la famiglia di Gramos.

La situazione era disperata, i costi della dieta e dei medicinali esorbitanti, eppure, con convinzione e passione, le idee avevano cercato di affrontare la dura realtà.
Forse qualcuno ricorderà l’iniziativa Help 2.0, qui il video:


Ne parlarono in moltissimi, pure alcuni articoli sulla stampa: centinaia di blogger attivati con un obiettivo, uscire dalla rete per entrare con un peso non indifferente nella realtà. Vi fu una colletta meravigliosa, un’esperienza davvero toccante e vi sta scrivendo colui che teneva i contatti con la responsabile italiana che se ne occupava, la signora Miriam, dell’associazione Sos Infanzia nel Mondo.
Era lei a recarsi in Kosovo per creare la situazione logistica ideale per portare Gramos all’ospedale Bambino Gesù di Roma, e non occorre, credo, ricordare qui la situazione del Kosovo. Ne nacque altresì un libro di fiabe, con la preziosissima collaborazione di Sabrina Campolongo, in primo luogo, ideatrice del progetto, e di Renzo Montagnoli, Francesco Giubilei e Remo Bassini.

Ho davanti ai miei occhi quel giorno in cui vidi Gramos per la prima volta all’aeroporto Fiumicino di Roma, prima di essere ricoverato per l’ennesima volta. Sono immagini che ancora oggi mi commuovono a pensarci, ricordo le mille cose da fare, le tante telefonate, la forza del gruppo fu davvero impressionante. Ma non sono importanti i miei ricordi, ora.
Sto scrivendo questo post perché Gramos vive ancora una situazione difficile, legata ai farmaci e alle vicissitudini di argomento economico.
Io non mi sono dimenticato di lui, credo che tanti ricordino benissimo la sua storia.
L’ultima volta che ho sentito Miriam, mi ha detto che la famiglia sarebbe disposta a fare qualsiasi lavoro pur di risiedere in Italia, e così tentare di vedere Gramos crescere, in una continua precarietà purtroppo, ma con più speranze e soprattutto con strutture sanitarie migliori.

Se qualcuno di voi pensa che un piccolo gesto possa significare molto, a volte anche pochi euro fanno la differenza, oppure se pensa di poter aiutare in qualche modo la famiglia di Gramos con un impiego di lavoro, di seguito le informazioni necessarie:

Il sito dell’associazione Sos Infanzia nel Mondo con le possibilità di donazione.
Questo il codice IBAN: IT58X0878739350000000003383, Banca di Credito Cooperativo di Riano.
La pagina dei contatti della signora Miriam, per qualsiasi informazione.

Per quanto possa valere, soprattutto per chi mi conosce da tempo, come nel 2007, ci metto la mia faccia, il mio nome e il mio cognome sulla serietà della signora Miriam e me ne prendo la più totale responsabilità.

È vero che ci sono milioni di bambini che soffrono nel mondo, ma da qualche parte bisogna pur cominciare.

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Brunetta scatenato…

lunedì 25 gennaio 2010 | 7 Comments | Posted in immagini, intrattenimento

Brunetta

 

Brunetta1

 

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Buone feste a tutti

venerdì 25 dicembre 2009 | 7 Comments | Posted in Bacheca

Il tempo per passare da tutti davvero mi manca e rischierei di dimenticare qualcuno, per cui regalo questo biglietto di auguri a tutti coloro che passeranno di qua.

A U G U R I ! !

Auguri

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E se Gesù nascesse domani?

giovedì 24 dicembre 2009 | No Comments | Posted in riflessioni

Questa potrebbe essere la cronaca dell’evento:

(“Copincollata” da QUI)

Favola amara di un Giudice Istruttore che sa come vanno le cose

25 dicembre 2009: “Trovato neonato in una stalla. La polizia e i servizi sociali indagano. Arrestati un falegname e una minorenne”. L’allarme è scattato nelle prime ore del mattino grazie alla segnalazione di un comune cittadino (obbediente all’invito del ministro Maroni): aveva scoperto una famiglia accampata in una stalla. Al loro arrivo gli agenti di polizia, accompagnati da assistenti sociali, si sono trovati di fronte ad un neonato avvolto in uno scialle e depositato in una mangiatoia dalla madre extracomunitaria, tale Maria H. di Nazareth, appena quattordicenne.

Al tentativo della polizia e degli operatori sociali di far salire la madre e il bambino sui mezzi delle forze dell’ordine, un uomo, successivamente identificato come Giuseppe H di Nazareth, ha opposto resistenza spalleggiato da alcuni pastori e tre stranieri presenti sul posto. Sia Giuseppe H. che i tre stranieri, risultati sprovvisti di documenti di identificazione e permesso di soggiorno, sono stati tratti in arresto.

L’Ufficio Stranieri della Questura e la Guardia di Finanza stanno indagando per scoprire il paese di provenienza dei tre clandestini. Secondo fonti di polizia i tre potrebbero essere spacciatori internazionali, dato che sono stati trovati in possesso di un ingente quantitativo di oro e di sostanze presumibilmente illecite. Nel corso del primo interrogatorio gli arrestati hanno riferito di agire in nome di Dio per cui non si escludono legami con Al Qaeda. Le sostanze chimiche rinvenute sono state inviate al laboratorio per le analisi. La polizia mantiene uno stretto riserbo sul luogo in cui è stato portato il neonato. Si prevedono indagini lunghe e difficili.

Un breve comunicato stampa dei servizi sociali, diffuso in mattinata, si limita a rilevare che il padre del bambino è un adulto di mezza età, mentre la madre è ancora adolescente. Gli operatori si sono messi in contatto con le autorità di Nazareth per scoprire quale sia il rapporto tra i due e se la loro lontananza dal luogo di residenza abituale possa nascondere rapimento o plagio. Nel frattempo Maria H. è stata ricoverata all’ospedale e sottoposta a visite cliniche e psichiatriche. Sul suo capo pende l’accusa di maltrattamento e tentativo di abbandono di minore. Gli inquirenti nutrono dubbi sullo stato di salute mentale della donna la quale afferma di essere ancora vergine e di aver partorito il figlio di Dio.

Il primario del reparto di Igiene Mentale ha dichiarato oggi in conferenza stampa: “Non sta certo a me dire alla gente a cosa deve credere, ma se le convinzioni di una persona mettono a repentaglio – come in questo caso – la vita di un neonato, allora la persona in questione rappresenta un rischio sociale. Il fatto che sul posto siano state rinvenute sostanze stupefacenti non ancora consuete al nostro mercato clandestino, non migliora il quadro. Sono comunque certo che, se sottoposte ad adeguata terapia per uno due o tre anni – solo i progressi determineranno la durata della cura – le persone coinvolte, compresi i tre trafficanti di droga, potranno essere reinseriti a pieno titolo nella società. Le autorità competenti decideranno se espellerli con foglio di via obbligatorio o accettare la loro eventuale richiesta di permesso di soggiorno. Ma questo esula da ogni mia responsabilità professionale”.

Pochi minuti fa si è sparsa la voce che anche i contadini presenti nella stalla vengono sospettati di essere consumatori abituali di sostanze stupefacenti. Il loro alibi non ha retto ai primi controlli. Sostengono di essere stati costretti a recarsi nella stalla da una persona di alta statura con addosso una lunga veste bianca e due ali sulla schiena (?). Avrebbe loro imposto di festeggiare il neonato. Il portavoce della sezione antidroga della questura ha così commentato: “Gli effetti di certe sostanze a volte sono imprevedibili, ma si tratta della scusa più assurda mai messa a verbale negli interrogatori di tossicodipendenti”.

(Anonimo Lombardo)


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Anche Babbo Natale è in crisi…

giovedì 17 dicembre 2009 | 4 Comments | Posted in immagini, intrattenimento

Tempi duri per tutti, neanche Babbo Natale è riuscito a scampare alla crisi mondiale!

 

(cliccate sulle vignette per ingrandirle)

 

 

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