Senza ritegno…
Ho appena letto l’intervista a Mario Lozano (l’assassino di Calipari) pubblicata su il corriere.it e devo dire che, se è possibile, sono ancora più indignata di quando appresi la notizia dell’ omicidio.
Il corrispondente da New York del corriere incontra Lozano nello studio del suo avvocato Ed Hayes (uno dei più famosi avvocati per i processi di mafia degli anni 80, conosciuto anche per una parte nel film “Quei bravi ragazzi” di Scorsese), l’aspetto del mitragliere è, come da circostanza, da vittima involontaria di un tragico evento. Continua a sostenere le sue tesi, cioè che il faro di segnalazione fosse acceso, che l’auto del nostro agente procedeva ad alta velocità non rallentando alla vista del posto di blocco, che i colpi partiti dalla sua arma siano stati al massimo una dozzina, tutto questo nonostante che le prove delle indagini condotte dagli ispettori italiani portino ad evidenziare uno svolgimento dei fatti del tutto diverso.
Secondo il povero militare “travolto dagli eventi” la colpa di tutto ciò che è successo è della Sgrena, queste le sue parole:
«Mi sta usando come un capro espiatorio per il suo anti-americanismo. Vuole colpire gli Usa ma se la prende con un povero diavolo, che ha solo ubbidito agli ordini. Bella comunista! Ha distrutto il mio matrimonio e la mia carriera e oggi le mie due figlie vivono nel terrore che finirò in carcere».
E ancora:
«Ha avuto la malaugurata idea di andare in un Paese off limits ai giornalisti, costringendo un eroe come Calipari a morire per liberarla. Oggi lui è in paradiso, io sono il mostro di un’intera nazione e lei, che è la causa di tutto, è viva, vegeta e fa soldi raccontando bugie».
Del processo romano contro di lui pensa che sia una sorta di “rimedio psicologico” per il popolo italiano che ha sofferto per la morte del suo agente, e niente di più, in quanto chi aveva diritto di giudicarlo lo ha già dichiarato innocente.
Vorrebbe tanto incontrare la vedova Calipari perchè vederla in tutte le foto piangere per il dolore, gli spezza il cuore.
Non fa accenno ad un minimo di pentimento e quando il giornalista gli chiede se tornerebbe in guerra, questa è la sua risposta:
«A novembre parto per l’Afghanistan e lo faccio contento. Penso che ritirarsi sarebbe un affronto alle migliaia di fratelli morti e feriti. Bush è il presidente e dobbiamo obbedirgli. Le armi di distruzione di massa potremmo ancora trovarle. La guerra serve ed è sempre esistita. Se dovessi tornare indietro? Mi arruolerei prima».
Vi assicuro che questa lettura mi ha fatto andare per traverso il caffè che stavo bevendo…vi consiglio di leggere l’intervista completa su il corriere.it e ditemi cosa ne pensate.

articolo segnalato da LiberoBlog
Tags: Calipari, Ed Hayes, Mario Lozano, processo





