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Canale Zero

Giovedì 6 Marzo 2008 | 7 Comments | Posted in notizie

Appello di Megachip per una informazione libera.

Credo che l’Italia abbia assoluto bisogno di una vera informazione, di un’informazione libera da condizionamenti politici, religiosi ed economici, di un’informazione indipendente in ogni senso, ed è per questo che riporto integralmente l’appello che vede come primo firmatario Giulietto Chiesa e pubblicato su megachip.

Cari amici e amiche, compagne e compagni di un’Italia che non si arrende. Lo sfacelo della situazione e della classe politica e una vera e propria emergenza democratica impongono di rompere indugi e timidezze, divisioni e recriminazioni.

Dobbiamo, in primo luogo, difenderci. E possiamo contr’attaccare.
Per farlo è ormai indispensabile dotarci di strumenti di comunicazione di massa che realizzino un’informazione democratica e che ingaggino una battaglia per la difesa della democrazia e del Bene Comune.

Noi riteniamo che milioni di persone, in Italia, aspettino questa proposta e siano pronti a sostenerla.
Ma farla richiede un impegno finanziario non indifferente. Non vi sono partiti, sindacati, imprenditori disposti a finanziarla. Se vi fossero vorrebbero controllarla. Cioè non servirebbe allo scopo. Quindi dobbiamo fare per conto nostro. Ciascuno di noi, di voi, diventi editore e protagonista.

E’ tra voi, tra i cittadini, che dobbiamo raccogliere la somma necessaria per avviare l’esperimento. Che è grande, immenso, ma che dobbiamo fare con gli spiccioli. Un Davide contro i sette Golia. Ma non occorre avere decine di miliardi di euro per fare una informazione decente e libera. Anzi, i miliardi di euro sono proprio quelli che la imbavagliano e la impediscono.

Noi riteniamo che lo si possa fare anche con una cifra modesta di partenza. Per farlo occorre una struttura organizzativa essenziale. Anche questa costa. Per avviare questa macchina di raccolta è indispensabile sapere in anticipo quanti siamo, quante persone e gruppi sono disponibili.

Non chiediamo, per ora, denaro.

Chiediamo, a tutti coloro che sono disposti a versare almeno 100 euro a fondo perduto, di comunicarci il loro impegno, con una semplice e-mail, accompagnata dai dati essenziali: nome e cognome, e-mail, luogo di residenza ed eventuale recapito telefonico.

I dati raccolti resteranno riservati. Verranno resi noti, nel corso dei tre mesi necessari per questa “campagna di impegno”, soltanto i totali, per aree geografiche, con cadenza settimanale.

Al termine dei tre mesi valuteremo se esistano le condizioni di partenza e, in caso affermativo, avvieremo la raccolta del denaro. E useremo questi mesi per definire tutti gli aspetti amministrativi, legali, organizzativi necessari.

Il sito di riferimento per la “campagna di impegno” sarà  www.megachip.info che riporterà  in maniera centralizzata le informazioni essenziali. Ma coinvolgeremo una serie di siti amici, di blog, di emittenti radiofoniche e mezzi di comunicazione che vorranno appoggiare e diffondere il messaggio della raccolta.

Le tappe:

Stiamo definendo una redazione giornalistica che lavorerà  a tempo pieno, e i cui componenti avranno un contratto di collaborazione regolare per l’intera durata iniziale del progetto: 18 mesi .

La redazione avrà  un direttore, nominato da questo collettivo e da un ampio gruppo di sostenitori, con analoga, elevata professionalità . E che non avrà  altri vincoli che quelli di una corretta deontologia professionale e quelli dettati da un semplice documento d’intenti comprendente questi punti:

1) Difesa della Costituzione e della legalità  democratica.
2) No a ogni guerra.
3) Difesa dei diritti sociali e civili dei cittadini.
4) Difesa dell’ambiente e del territorio.
5) Difesa della laicità  dello stato.

Prevediamo di definire, in base a una ampia consultazione, un comitato di garanti, super partes, scelti tra le personalità  democratiche che godono della fiducia generale per le loro qualità  professionali, culturali, scientifiche, di azione sociale. Il loro compito sarà  di verificare che queste impostazioni ideali siano rispettate. A tal proposito vi chiediamo sin d’ora di esprimere il nome di una persona che, secondo voi, possa assicurare l’applicazione dei principi di cui sopra.

L’indipendenza degli operatori sarà  totalmente garantita. Ogni fase della costruzione del progetto sarà  resa pubblica nel più totale rispetto della trasparenza, attraverso strumenti di verifica diretta dei suoi finanziatori. In primo luogo attraverso la Rete, ma anche con una articolazione di comitati e di assemblee nei territori.

Primi firmatari:

Giulietto Chiesa, don Aldo Benevelli, Anna Maria Bianchi, Caparezza, Sergio Cararo, Franco Cardini, Paolo Ciofi, Tana de Zulueta, Arturo Di Corinto, Claudio Fracassi, Luciano Gallino, don Andrea Gallo, Udo Gumpel, Sabina Guzzanti, Serge Latouche, Lucio Manisco, Gianni Minà , Roberto Morrione, Diego Novelli, Moni Ovadia, Riccardo Petrella, Carlo Petrini, Lidia Ravera, Ennio Remondino, David Riondino, Roberto Savio, Antonio Tabucchi, Gianni Vattimo, Vauro, Elio Veltri, Dario Vergassola, Alex Zanotelli

(L’elenco è aperto ad altre adesioni, che saranno tempestivamente rese note) .

Ovviamente so che non tutti possono permettersi di sborsare 100 euro a fondo perso, ma tutti possono fare in modo che questo messaggio si diffonda il più possibile, quindi, se condividete l’iniziativa, vi invito a parlarne anche sui vostri blog.

 

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Musica: una piacevole terapia

Lunedì 3 Marzo 2008 | 10 Comments | Posted in Rotocalco, musica, riflessioni, salute

musictrr1.jpgHo sempre amato la musica e negli anni ho ascoltato un po´ di tutto spaziando da Mozart ai
Prodigy, anche se chi mi conosce sa che da sempre la mia “passione” è Renato Zero.
Non so come sia nato questo amore, ma so che quando lo ascolto è come se lo sentissi accanto a me, come se sapesse leggermi nell´anima e scoprire le mie fragilità  ed i miei desideri, insomma, riesce a far vibrare le mie corde.

Ed è questo, credo, il compito principale della musica: far vibrare le nostre corde.

Certo è che l´origine della musica è da cercarsi molto lontano, si può quasi dire che sia nata insieme all´uomo.

Si possono trovare riferimenti alla musica nella mitologia di tutti i popoli primitivi, ed anche la Bibbia ne fa ricorso spesso, come ad esempio le mura di Gerico che furono abbattute dagli squilli delle trombe delle milizie d´Israele o il suono dell´arpa di David che placava la follia del re Saul. Altrettanto famoso è il mito greco di Orfeo, il cui canto placò le potenze infernali.

Quello che mi piacerebbe sottolineare in queste righe, però, è un aspetto della musica che mi affascina particolarmente, e cioè la sua applicazione in terapia.

Parleremo quindi della Musicoterapia.

La Federazione Mondiale di Musicoterapia ne ha dato nel 1996 la seguente definizione:

“La Musicoterapia è l´uso della musica e/o degli elementi musicali (suono, ritmo,melodia e armonia) da parte di un musicoterapeuta qualificato, con un cliente o un gruppo, in un processo atto a facilitare e favorire la comunicazione, la relazione,l´apprendimento, la motricità , l´espressione, l´organizzazione e altri rilevanti obiettivi terapeutici al fine di soddisfare le necessità  fisiche, emozionali, mentali, sociali e cognitive. La Musicoterapia mira a sviluppare le funzioni potenziali e/o residue dell´individuo in modo tale che il paziente o la paziente possano meglio realizzare l´integrazione intra e interpersonale e consequenzialmente possano migliorare la qualità  della loro vita grazie ad un processo preventivo, riabilitativo o terapeutico.”

Da questa definizione si può capire che i campi di applicazione sono moltopleci, e che risulta fondamentale il lavoro interdisciplinare e l´integrazione fra varie branche della terapia “fisica” e “psicologica”.
Inoltre si evince che questa disciplina può mirare alla prevenzione, riabilitazione e sostegno della salute, ma anche ad ottenere, in un soggetto perfettamente sano, uno stato di benessere, un migliore equilibrio ed un´armonia psico-fisica.

I primi studi sulle risposte emotive alla musica risalgono agli anni trenta del secolo scorso, quando la psicologa e musicologa Kate Heiner riuscì a dimostrare che il nostro cervello utilizza due elementi essenziali per elaborare una risposta emozionale alla musica: il modo, cioè la tonalità , e il tempo, cioè la velocità  di esecuzione, e che dalla combinazione di questi due elementi l´uomo ricava delle emozioni universali, comuni a tutti.

La musica dà  alla persona malata la possibilità  di esprimere e percepire le proprie emozioni, di mostrare o comunicare i propri sentimenti o stati d´animo attraverso il linguaggio non-verbale.

Applicazioni terapeutiche tipiche della musicoterapia sono quelle su individui affetti da autismo, dal morbo di Alzheimer ed altre demenze, disturbi del comportamento alimentare, disabilità  motorie. Tutte patologie caratterizzate dalla tendenza a rinchiudersi in se stessi rifiutando ogni comunicazione con l´esterno. In questi casi la musica permette al mondo esterno di entrare in comunicazione con il malato, favorendo l´inizio di un processo di apertura.

Per quanto riguarda l´applicazione preventiva, è noto l´utilizzo della musicoterapia sulle gestanti o sui neonati, allo scopo di facilitare un sereno rapporto madre-bambino e una buona comunicazione non-verbale.

Insomma, per farla breve (e alleggerire un po´ il discorso), se vostra madre vi riprende quando state sul divano ad ascoltare il vostro cantante preferito invece di fare i compiti, o se vostro marito si arrabbia se vi dimenate al ritmo di samba invece di preparare la cena, o ancora se vostra moglie si infuria perché guardate su MTV l´ultima clip di Madonna tamburellando con le dita sul tavolo, invece di aggiustare il rubinetto che perde…rispondete semplicemente: “Un attimo, finisco la mia musicoterapia e arrivo!”…non potranno dirvi più niente!

 

Per leggere gli altri articoli sull’argomento “Viaggio nella musica” pubblicati da Rotocalco cliccate QUI , se invece vi interessa l’ultimo argomento trattato, “Criminalità  organizzata”, cliccate QUI

 

OT: presto pubblicherò la mia lista dei premiati al Foca L Pride 2008…restate in ascolto!

 

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