24 gennaio 1979, io mi ricordo…
Io quel giorno lo ricordo molto bene, sarà perchè sono di Genova e il 24 gennaio 1979 come tutte le mattine ero a scuola, in prima media…sembrava un giorno come un’altro: le solite lezioni, le solite interrogazioni, i soliti professori e per le strade il solito clima di apparente tranquillità.
In realtà per qualcuno quello sarebbe stato l’ultimo giorno di vita.
Faceva freddo quella mattina, e gli operai si dirigevano verso la fabbrica avvolti nei loro “cagnari” verdi con il passo veloce, a quei tempi erano tanti gli operai dell’Italsider, ma tra loro ce n’era uno che non avrebbe varcato mai più il cancello d’entrata perchè, mentre metteva in moto la sua automobile come ogni giorno per andare al lavoro, viene freddato da cinque colpi d’arma da fuoco.
Quell’uomo si chiamava Guido Rossa, ed era un militante della Cgil e del Pci.
Qual’era la colpa di quell’operaio? Aveva denunciato un suo compagno di lavoro, Francesco Berardi perchè lo aveva visto mentre lasciava dei volantini delle Brigate Rosse in fabbrica. Non era stato l’unico a vedere, ma era stato l’unico ad avere avuto il coraggio di denunciare e testimoniare al processo facendolo condannare.
È la prima volta che le Brigate Rosse uccidono un iscritto al Pci e un sindacalista. La rabbia e l’indignazione è enorme. Al funerale partecipano 250.000 persone e presenzia anche il Presidente della Repubblica Sandro Pertini.
Ad uccidere Guido Rossa fu un commando formato da Riccardo Dura, Vincenzo Guagliardo e Lorenzo Carpi.
Guagliardo, racconta che in realtà si era deciso di gambizzare Rossa, ma Riccardo Dura, dopo essersi allontanato come gli altri brigatisti dal luogo dell’operazione, tornò indietro e esplose l’ultimo colpo al cuore.
L’autopsia confermò che i colpi sparati contro Guido Rossa furono 5 di cui 4 alle gambe e l’ultimo, mortale, al cuore.
Dopo questo omicidio le Brigate Rosse non riusciranno più ad incontrare l’apertura del proletariato all’interno delle fabbriche.
Da quel giorno sono passati 29 anni, e tanta acqua sotto i ponti…io mi ricordo bene la sensazione di impotenza che si provava quando si sentivano al tg notizie di omicidi, gambizzazioni, stragi compiute dal terrorismo, lo ricordo anche se avevo solo 12 anni… ma girando in rete questa mattina, ho come la triste impressione che con me siano in pochi a ricordare…purtroppo i giornali ed i siti web sono pieni delle prodezze del nostro caro Mastella, di Prodi, di Bossi in cerca di armi per la rivoluzione.
Non ho trovato niente sul coraggio e la coerenza che ha condannato un uomo onesto a morire dentro la sua auto in una fredda mattina del 1979.
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