Ecco perchè si vota il 13 aprile
La scelta della data del 13 aprile per il voto, in alternativa a quella del 6 di aprile, può apparire casuale ma non lo è affatto.
Votando il 6 aprile, infatti, i Parlamentari alla prima legislatura, se non rieletti,
non avrebbero maturato la pensione, votando invece come stabilito dal Consiglio dei Ministri il 13 aprile, ovvero una settimana dopo, acquisiranno la pensione!!
Scandaloso e vergognoso è veramente dire poco!
Ovviamente “loro” hanno la scusa ufficiale: l’election day (amministrative e politiche nello stesso giorno) è stato deciso per ridurre i costi della politica!
RIDICOLO!
Ben altri saranno i costi di queste pensioni, non solo in meri termini quantitativi, ma anche per il messaggio dato agli italiani (ai quali si chiedono in continuazione sacrifici). Questo è il tipico esempio di come fatta la legge viene subito trovato l’inganno.
MORALE DELLA FAVOLA: 300.000.000 (sì avete letto bene: TRECENTO MILIONI, chiaramente di EURO) DI COSTI PER QUESTA GENTAGLIA CHE DOPO POCHISSIMI MESI SENZA FAR NULLA HA GIA’ LA PENSIONE, E DI PLATINO PER GIUNTA (alla faccia di noi tutti che dopo una vita di lavoro non sappiamo se riusciremo a raccimolare qualche spicciolo per comprare un po’ di pane, che presto pagheremo a grammi come l’oro, visti i prezzi raggiunti ultimamente).
Ovviamente i TG ed i giornali si guardano bene dal diffondere certe notizie…molto meglio parlare dei quattro (o 6…no ricordo…) cambi d’abito di Madame Carla Bruni in visita a Londra.
Per fortuna c’è internet dove ancora qualche briciola di verità si riesce a trovare…sperando che duri…

Tags: election day, internet, Italia, legge, pensione, politica, voto
L’ultimo regalino prima del tracollo

Il 25 gennaio, il giorno dopo la caduta del governo, il Consiglio dei Ministri, ha pensato bene di lasciarci con un bel regalino…No, non si tratta della riduzione delle tasse in busta paga, e neanche di una legge per la sicurezza sul lavoro, ma udite udite: l’approvazione del decreto legge per il rifinanziamento in blocco di tutte le missioni militari italiane all’estero, compresa la missione di “pace” in Afghanistan (350 milioni di euro fino a fine anno).
In questa occasione i quattro Ministri della sinistra Bianchi (Pdci), Pecoraro Scanio (Verdi), Mussi (Sd) e Ferrero (Prc), si sono rifiutati di partecipare alle votazioni, anche perchè ormai era venuto a mancare il vincolo di coalizione.
Tale decreto è entrato in vigore con la pubblicazione sulla gazzetta ufficiale, ma dovrà essere convertito in legge entro marzo per non decadere.
Io non ho dubbi che prima delle Idi di marzo il Parlamento approverà la legge, nonostante i rappresentanti della Sinistra Arcobaleno abbiano annunciato battaglia, chiedendo almeno il cosiddetto “spacchettamento”, ovvero la possibilità di stralciare la missione afgana dal decreto, e di discuterla separatamente dalle altre missioni.
In ogni caso la Sinistra Arcobaleno voterà contro, anche se sarà un voto utile solo per la protesta, visto che l’approvazione sarà larghissima…una delle poche occasioni in cui centrodestra e centrosinistra perseguiranno lo stesso obiettivo:

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Mastella mette d’accordo tutti
Legge Mastella: zitti tutti zitti tutti
Raccolgo con foga l’appello che Travaglio fa dalle pagine dell’Unità chiedendo ai cittadini, visto che gli editori tacciono, di farsi sentire. Per cui fate girare la voce il più possibile. E’ passata alla Camera all’unanimità la cosiddetta legge Mastella sulle intercettazioni. Vediamone alcuni passi (con le parole di Marco Travaglio):
L’altroieri, in poche ore, con i voti della destra, del centro e della sinistra (447 sì e 7 astenuti, tra cui Giulietti, Carra, De Zulueta, Zaccaria e Caldarola), la Camera ha dato il via libera alla legge Mastella che di fatto cancella la cronaca giudiziaria. Questa è una legge che, se passerà pure al Senato, impedirà ai giornalisti di raccontare - e ai cittadini di conoscere - le indagini della magistratura e in certi casi persino i processi di primo e secondo grado.
“è vietata la pubblicazione, anche parziale o per riassunto, degli atti di indagine contenuti nel fascicolo del pm o delle investigazioni difensive, anche se non più coperti da segreto, fino alla conclusione delle indagini preliminari ovvero fino al termine dell’udienza preliminare”.
“non possono essere pubblicati gli atti del fascicolo del pm, se non dopo la pronuncia della sentenza d’appello”.
L’ultima parte della legge è una minaccia ai magistrati che indagano e intercettano ”troppo”, come se l’obbligatorietà dell’ azione penale fosse compatibile con criteri quantitativi o di convenienza economica: le spese delle Procure per intercettazioni (che peraltro vengono poi pagate dagli imputati condannati, ma questo nessuno lo ricorda mai) saranno vagliate dalla Corte dei Conti per eventuali responsabilità contabili. Così, per non rischiare di risponderne di tasca propria, nessun pm si spingerà troppo in là, soprattutto per gli indagati eccellenti. … Mastella, comprensibilmente, esulta: «Un grande ed esaltante momento della nostra attività parlamentare». Pecorella pure: «Una buona riforma, varata col contributo fondamentale dell’opposizione». Vivi applausi da tutto l’emiciclo, che è riuscito finalmente là dove persino Berlusconi aveva fallito: imbavagliare i cronisti. Ma a stupire non è la cosiddetta Casa delle Libertà, che facendo onore alla sua ragione sociale ha tentato fino all’ultimo di aumentare le pene detentive e *le multe (fino al 500 mila euro!) per i giornalisti. È l’Unione, che nell’elefantiaco programma elettorale aveva promesso di allargare la libertà di stampa. Invece l’ha allegramente limitata con la gentile collaborazione del centrodestra. Ma chi sostiene che nell’ultimo anno non è cambiato nulla, ha torto marcio. Quando le leggi-vergogna le faceva Berlusconi, l’opposizione strillava e votava contro. Ora che le fa l’Unione, l’opposizione non strilla, anzi le vota. In vista del passaggio al Senato, cari lettori, facciamoci sentire almeno noi, giornalisti e cittadini.
letto su TsPlus e Non contro ma per!
*Sedlex fa notare come il Decreto Mastella non determina un cambiamento del Codice di Procedura Penale, ma si limita ad inasprire le ammende per chi divulga notizie ancora coperte dal segreto istruttorio.
Tags: intercettazioni, legge, Mastella








