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Cinque per cinque

lunedì 23 aprile 2007 | 15 Comments | Posted in Bacheca, intrattenimento, libri

Ed mi ha invitato a partecipare al “meme”: con quali parole cominciano i 5 romanzi della tua vita?

Cinque romanzi, cinque incipit e cinque bloggers…

Ecco i miei:

  • Il primo libro della mia vita

C’era una volta…
- Un re! – diranno subito i miei piccoli lettori.
No, ragazzi, avete sbagliato. C’era una volta un pezzo di legno.
Non era un legno di lusso, ma un semplice pezzo da catasta, di quelli che d’inverno si mettono nelle stufe e nei caminetti per accendere il fuoco e per riscaldare le stanze.
Non so come andasse, ma il fatto gli è che un bel giorno questo pezzo di legno capitò nella bottega di un vecchio falegname, il quale aveva nome mastr’Antonio, se non che tutti lo chiamavano maestro Ciliegia, per via della punta del suo naso, che era sempre lustra e paonazza, come una ciliegia matura.

Pinocchio
Carlo Collodi

  • Un libro regalato

Benchè suo padre avesse immaginato per lui un brillante avvenire nell’esercito, Hervé Joncour aveva finito per guadagnarsi da vivere con un mestiere insolito, cui non era estraneo, per singolare ironia, un tratto a tal punto amabile da tradire una vaga intonazione femminile.
Per vivere, Hervé Joncour comprava e vendeva bachi da seta.

Seta
Alessandro Baricco

  • Un libro “esotico”

Tutti nascono con qualche talento speciale ed Eliza Sommers scoprì presto di possederne due: un buon naso ed una buona memoria.
Il primo le servì per guadagnarsi da vivere e il secondo per potersene ricordare, se non con precisione, almeno con la poetica vaghezza degli astrologi.
Quel che si dimentica è come se non fosse mai successo, e i suoi ricordi reali o illusori erano talmente tanti che per lei fu come vivere due volte.

La figlia della fortuna
Isabel Allende

  • Un libro classico

Una delle poche cose, anzi forse la sola ch’io sapessi di certo era questa: che mi chiamavo Mattia Pascal. E me ne approfittavo. Ogni qual volta qualcuno de’ miei amici o conoscenti dimostrava d’aver perduto il senno fino al punto di venire da me per qualche consiglio o suggerimento, mi stringevo nelle spalle, socchiudevo gli occhi e gli rispondevo:
- Io mi chiamo Mattia Pascal.
- Grazie, caro. Questo lo so.
- E ti par poco?
Non pareva molto, per dir la verità , neanche a me. Ma ignoravo allora che cosa volesse dire il non sapere neppur questo, il non poter più rispondere, cioè, come prima, all’occorrenza:
- Io mi chiamo Mattia Pascal.

Il fu Mattia Pascal
Luigi Pirandello

  • L’ultimo libro

Stavo per superare Salvatore quando ho sentito mia sorella che urlava. Mi sono girato e l´ho vista sparire inghiottita dal grano che copriva la collina.
Non dovevo portarmela dietro, mamma me l´avrebbe fatta pagare cara.
Mi sono fermato. Ero sudato. Ho preso fiato e l´ho chiamata. " Maria? Maria?
Mi ha risposto una vocina sofferente. " Michele!

Io non ho paura
Niccolò Ammaniti

 

 

Vi aggiungo qualche titolo perchè pur essendo quelli citati tra i miei preferiti, alcuni dei più belli che ho letto e che dovrebbero sicuramente entrare nella lista, sono rimasti in casa di mia mamma e non ho potuto copiare l’incipit:

  • Il ritratto di Dorian Gray (Oscar Wilde)
  • Se questo è un uomo (Primo Levi)
  • Pane nero (Miriam Mafai)
  • Lettera ad un bambino mai nato (Oriana Fallaci)

A questo punto dovrei citare i nomi dei cinque bloggers chiamati a continuare la catena, che ovviamente non si devono sentire in obbligo…

I nominati sono:

 

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