Mastella mette d’accordo tutti
Legge Mastella: zitti tutti zitti tutti
Raccolgo con foga l’appello che Travaglio fa dalle pagine dell’Unità chiedendo ai cittadini, visto che gli editori tacciono, di farsi sentire. Per cui fate girare la voce il più possibile. E’ passata alla Camera all’unanimità la cosiddetta legge Mastella sulle intercettazioni. Vediamone alcuni passi (con le parole di Marco Travaglio):
L´altroieri, in poche ore, con i voti della destra, del centro e della sinistra (447 sì e 7 astenuti, tra cui Giulietti, Carra, De Zulueta, Zaccaria e Caldarola), la Camera ha dato il via libera alla legge Mastella che di fatto cancella la cronaca giudiziaria. Questa è una legge che, se passerà pure al Senato, impedirà ai giornalisti di raccontare – e ai cittadini di conoscere – le indagini della magistratura e in certi casi persino i processi di primo e secondo grado.
“è vietata la pubblicazione, anche parziale o per riassunto, degli atti di indagine contenuti nel fascicolo del pm o delle investigazioni difensive, anche se non più coperti da segreto, fino alla conclusione delle indagini preliminari ovvero fino al termine dell´udienza preliminareâ€.
“non possono essere pubblicati gli atti del fascicolo del pm, se non dopo la pronuncia della sentenza d´appelloâ€.
L´ultima parte della legge è una minaccia ai magistrati che indagano e intercettano â€troppoâ€, come se l´obbligatorietà dell´ azione penale fosse compatibile con criteri quantitativi o di convenienza economica: le spese delle Procure per intercettazioni (che peraltro vengono poi pagate dagli imputati condannati, ma questo nessuno lo ricorda mai) saranno vagliate dalla Corte dei Conti per eventuali responsabilità contabili. Così, per non rischiare di risponderne di tasca propria, nessun pm si spingerà troppo in là , soprattutto per gli indagati eccellenti. … Mastella, comprensibilmente, esulta: «Un grande ed esaltante momento della nostra attività parlamentare». Pecorella pure: «Una buona riforma, varata col contributo fondamentale dell´opposizione». Vivi applausi da tutto l´emiciclo, che è riuscito finalmente là dove persino Berlusconi aveva fallito: imbavagliare i cronisti. Ma a stupire non è la cosiddetta Casa delle Libertà , che facendo onore alla sua ragione sociale ha tentato fino all´ultimo di aumentare le pene detentive e *le multe (fino al 500 mila euro!) per i giornalisti. àˆ l´Unione, che nell´elefantiaco programma elettorale aveva promesso di allargare la libertà di stampa. Invece l´ha allegramente limitata con la gentile collaborazione del centrodestra. Ma chi sostiene che nell´ultimo anno non è cambiato nulla, ha torto marcio. Quando le leggi-vergogna le faceva Berlusconi, l´opposizione strillava e votava contro. Ora che le fa l´Unione, l´opposizione non strilla, anzi le vota. In vista del passaggio al Senato, cari lettori, facciamoci sentire almeno noi, giornalisti e cittadini.
letto su TsPlus e Non contro ma per!
*Sedlex fa notare come il Decreto Mastella non determina un cambiamento del Codice di Procedura Penale, ma si limita ad inasprire le ammende per chi divulga notizie ancora coperte dal segreto istruttorio.
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