Ho perso le parole
Ho perso le parole eppure ce le avevo qua un attimo fa, dovevo dire cose, cose che sai,
che ti dovevo, che ti dovrei.
Ho perso le parole
può darsi che abbia perso solo le mie bugie, si son nascoste bene, forse però, semplicemente non eran mie…
…le ritroverò prima o poi…
Tags: ho perso le parole, Ligabue, musica, video
Articolo scontato…
Interrompo momentaneamente la mia pausa con un guizzo di originalità …
Oggi è il 29 settembre, quale altra colonna sonora potevo scegliere?
29 settembre cantata da Lucio Battisti
29 settembre cantata dall’Equipe 84
Io non so quale scegliere, voi quale versione preferite?
Tags: 29 settembre, Equipe 84, Lucio Battisti, musica, video
E qui intanto piove sempre…
Non ne posso proprio più…sarà un mese che ogni giorno almeno una scarica di pioggia arriva puntuale.
La primavera ormai ce la siamo giocata…potremo sperare nell’estate?
Vabbè io mi consolo ascoltando un po’ di musica…ovviamente in tema:
Tags: jovanotti, musica, piove, video, youtube
Musica: una piacevole terapia
Ho sempre amato la musica e negli anni ho ascoltato un po´ di tutto spaziando da Mozart ai
Prodigy, anche se chi mi conosce sa che da sempre la mia “passione†è Renato Zero.
Non so come sia nato questo amore, ma so che quando lo ascolto è come se lo sentissi accanto a me, come se sapesse leggermi nell´anima e scoprire le mie fragilità ed i miei desideri, insomma, riesce a far vibrare le mie corde.
Ed è questo, credo, il compito principale della musica: far vibrare le nostre corde.
Certo è che l´origine della musica è da cercarsi molto lontano, si può quasi dire che sia nata insieme all´uomo.
Si possono trovare riferimenti alla musica nella mitologia di tutti i popoli primitivi, ed anche la Bibbia ne fa ricorso spesso, come ad esempio le mura di Gerico che furono abbattute dagli squilli delle trombe delle milizie d´Israele o il suono dell´arpa di David che placava la follia del re Saul. Altrettanto famoso è il mito greco di Orfeo, il cui canto placò le potenze infernali.
Quello che mi piacerebbe sottolineare in queste righe, però, è un aspetto della musica che mi affascina particolarmente, e cioè la sua applicazione in terapia.
Parleremo quindi della Musicoterapia.
La Federazione Mondiale di Musicoterapia ne ha dato nel 1996 la seguente definizione:
“La Musicoterapia è l´uso della musica e/o degli elementi musicali (suono, ritmo,melodia e armonia) da parte di un musicoterapeuta qualificato, con un cliente o un gruppo, in un processo atto a facilitare e favorire la comunicazione, la relazione,l´apprendimento, la motricità , l´espressione, l´organizzazione e altri rilevanti obiettivi terapeutici al fine di soddisfare le necessità fisiche, emozionali, mentali, sociali e cognitive. La Musicoterapia mira a sviluppare le funzioni potenziali e/o residue dell´individuo in modo tale che il paziente o la paziente possano meglio realizzare l´integrazione intra e interpersonale e consequenzialmente possano migliorare la qualità della loro vita grazie ad un processo preventivo, riabilitativo o terapeutico.â€
Da questa definizione si può capire che i campi di applicazione sono moltopleci, e che risulta fondamentale il lavoro interdisciplinare e l´integrazione fra varie branche della terapia “fisica†e “psicologicaâ€.
Inoltre si evince che questa disciplina può mirare alla prevenzione, riabilitazione e sostegno della salute, ma anche ad ottenere, in un soggetto perfettamente sano, uno stato di benessere, un migliore equilibrio ed un´armonia psico-fisica.
I primi studi sulle risposte emotive alla musica risalgono agli anni trenta del secolo scorso, quando la psicologa e musicologa Kate Heiner riuscì a dimostrare che il nostro cervello utilizza due elementi essenziali per elaborare una risposta emozionale alla musica: il modo, cioè la tonalità , e il tempo, cioè la velocità di esecuzione, e che dalla combinazione di questi due elementi l´uomo ricava delle emozioni universali, comuni a tutti.
La musica dà alla persona malata la possibilità di esprimere e percepire le proprie emozioni, di mostrare o comunicare i propri sentimenti o stati d´animo attraverso il linguaggio non-verbale.
Applicazioni terapeutiche tipiche della musicoterapia sono quelle su individui affetti da autismo, dal morbo di Alzheimer ed altre demenze, disturbi del comportamento alimentare, disabilità motorie. Tutte patologie caratterizzate dalla tendenza a rinchiudersi in se stessi rifiutando ogni comunicazione con l´esterno. In questi casi la musica permette al mondo esterno di entrare in comunicazione con il malato, favorendo l´inizio di un processo di apertura.
Per quanto riguarda l´applicazione preventiva, è noto l´utilizzo della musicoterapia sulle gestanti o sui neonati, allo scopo di facilitare un sereno rapporto madre-bambino e una buona comunicazione non-verbale.
Insomma, per farla breve (e alleggerire un po´ il discorso), se vostra madre vi riprende quando state sul divano ad ascoltare il vostro cantante preferito invece di fare i compiti, o se vostro marito si arrabbia se vi dimenate al ritmo di samba invece di preparare la cena, o ancora se vostra moglie si infuria perché guardate su MTV l´ultima clip di Madonna tamburellando con le dita sul tavolo, invece di aggiustare il rubinetto che perde…rispondete semplicemente: “Un attimo, finisco la mia musicoterapia e arrivo!â€â€¦non potranno dirvi più niente!
Per leggere gli altri articoli sull’argomento “Viaggio nella musica” pubblicati da Rotocalco cliccate QUI , se invece vi interessa l’ultimo argomento trattato, “Criminalità organizzata”, cliccate QUI
OT: presto pubblicherò la mia lista dei premiati al Foca L Pride 2008…restate in ascolto!
Tags: cervello, comunicazione, Kate Heiner, Mozart, musica, Musicoterapia, Renato Zero, suono









