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Lo avrai camerata Kesserling

sabato 24 aprile 2010 | 6 Comments | Posted in poesia, politica, riflessioni

Lapide ad ignominia

lapide

Lo avrai
camerata Kesserling
il monumento che pretendi da noi italiani
ma con che pietra si costruirà
a deciderlo tocca a noi.
Non coi sassi affumicati
dei borghi inermi straziati dal tuo sterminio
non colla terra dei cimiteri
dove i nostri compagni giovinetti
riposano in serenità
non colla neve inviolata delle montagne
che per due inverni ti sfidarono
non colla primavera di queste valli
che ti videro fuggire.
Ma soltanto col silenzio dei torturati
Più duro d’ogni macigno
soltanto con la roccia di questo patto
giurato fra uomini liberi
che volontari si adunarono
per dignità e non per odio
decisi a riscattare
la vergogna e il terrore del mondo.
Su queste strade se vorrai tornare
ai nostri posti ci ritroverai
morti e vivi collo stesso impegno
popolo serrato intorno al monumento
che si chiama
ora e sempre
RESISTENZA

Calamandrei

RICORDIAMO CHE MOLTI GIOVANI SONO MORTI PER DARCI LA LIBERTA’ DI CUI OGGI GODIAMO E CHE SPESSO NON SAPPIAMO APPREZZARE…RICORDIAMOLO SEMPRE!

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Per la serie “corsi e ricorsi storici”

lunedì 8 marzo 2010 | 2 Comments | Posted in politica, riflessioni

“Il capo del Governo si macchiò ripetutamente durante la sua carriera di
delitti che, al cospetto di un popolo onesto, gli avrebbero meritato la
condanna, la vergogna e la privazione di ogni autorità di governo. Perché il
popolo tollerò e addirittura applaudì questi crimini? Una parte per
insensibilità morale, una parte per astuzia, una parte per interesse e
tornaconto personale. La maggioranza si rendeva naturalmente conto delle sue
attività criminali, ma preferiva dare il suo voto al forte piuttosto che al
giusto. Purtroppo il popolo italiano, se deve scegliere tra il dovere e il
tornaconto, pur conoscendo quale sarebbe il suo dovere, sceglie sempre il
tornaconto.
Così un uomo mediocre, grossolano, di eloquenza volgare ma di facile effetto,
è un perfetto esemplare dei suoi contemporanei. Presso un popolo onesto,
sarebbe stato tutt’al più il leader di un partito di modesto seguito, un
personaggio un po’ ridicolo per le sue maniere, i suoi atteggiamenti, le sue
manie di grandezza, offensivo per il buon senso della gente e causa del suo
stile enfatico e impudico. In Italia è diventato il capo del governo. Ed è
difficile trovare un più completo esempio italiano.
Ammiratore della forza, venale, corruttibile e corrotto, cattolico senza
credere in Dio, presuntuoso, vanitoso, fintamente bonario, buon padre di
famiglia ma con numerose amanti, si serve di coloro che disprezza, si circonda
di disonesti, di bugiardi, di inetti, di profittatori; mimo abile, e tale da
fare effetto su un pubblico volgare, ma, come ogni mimo, senza un proprio
carattere, si immagina sempre di essere il personaggio che vuole
rappresentare.”

Scritto di Elsa Morante.

 

Qualunque cosa abbiate pensato, il testo, del 1945, si riferisce a Mussolini.

 

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