Ah, però…non me l’aspettavo!
Da qualche tempo la vostra pibua si è guadagnata i Google sitelink, una serie di link aggiuntivi che compaiono nei risultati delle ricerche per alcuni siti.

Lo scopo primario di questi link, comunica Google, è quello di favorire l’accesso al sito da parte dell’utente fornendogli una navigazione agevolata e, in alcuni casi, consigliata.
I Google Sitelinks vengono assegnati in automatico da Google, come una sorta di “premio qualità”. Alla base dell’assegnazione, stando alle informazioni disponibili, è presente un algoritmo specifico e sembrerebbe non essere previsto alcun intervento manuale.
Le specifiche dell’algoritmo sono private, così come per la maggior parte degli altri algoritmi di Google, anche per evitare che si possano influenzare i parametri e manipolare il ranking.
Tuttavia, come per gli altri algoritmi, anche per i Google Sitelinks un po’ di studi, test ed analisi possono portare a qualche utile considerazione. Ecco quindi qualche caratteristica che accomuna di norma i siti premiati con Google Sitelinks.
- Volume di traffico dai risultati “naturali” sufficientemente elevato in considerazione del tema/target del sito
- Alta percentuale di accessi dalle ricerche su Google, quindi alto tasso di conversione ricerca/click
- Rank elevato, di norma prima posizione o posizioni immediatamente successive su Google, per la keyword o le keyword che generarano i sitelinks
- Sito facilmente navigabile da un crawler, navigazione strutturata
- Link in ingresso da siti di qualità
- Elevato numero di link di qualità in ingresso verso le aree poi identificate dai sitelinks, spesso collegati con la stessa keyword visibile nei sitelinks o corrispondente
Se vi interessa approfondire l’argomento e scoprire come potete ottenere dei sitelink anche per il vostro blog, vi rimando ad un interessante articolo di Simone Carletti.
Tags: algoritmo, Google, keyword, ricerca, sitelink
L’appello di un malato di Tarlov al ministro Sacconi
Parliamo di una patologia altamente invalidante, le “cisti di Tarlov”, sono tantissimi i Medici in Italia che non conoscono assolutamente questa malattia, nonostante la gravità e i serissimi danni che ne derivano, questa malattia, continua a rimanere orfana di farmaci e di ricerca.
Chiunque ne è affetto, ha dovuto tribulare moltissimo per avere una diagnosi specifica, attualmente come centro referente, unico in Italia, ci si può rivolgere all’U.O.Neurologia e malattie neurometaboliche presso l’Università degli studi di Siena, responsabile il Prof.Antonio Federico.
I sintomi sono tantissimi, soprattutto la sofferenza causata dai dolori è insopportabile e invalidante, pensate che il dolore neurologico resiste pure ai forti dosaggi di terapie antalgiche. Dolori alla parte infreriore della schiena, del coccige, delle anche, delle natiche, delle gambe, disturbi intestinali, della vescica e degli organi genitali, ipoestesia, parestesia, forti dolori emicranici, disturbi della vista e dell’equilibrio, ecc. ecc.
Parliamo di disturbi progressivi, i quali aumentano sempre di piu’ con il passare degli anni, fino a rendere completamente Iinabile chi ne è affetto, anche i BAMBINI possono essere colpiti dalla MALATTIA DI TARLOV. Ebbene cose che accadono sempre e solo nella nostra bella Italia, questa grave malattia NON E’ RICONOSCIUTA COME PATOLOGIA!!!
Dire che è una cosa VERGOGNOSA è dire poco, Ministro Sacconi, comprendo che lei abbia ereditato questa sconcezza dai precedenti Governi, si passi una mano sulla coscienza, riconosca questa patologia e permetta a chi ne è affetto (come me) di potersi curare come è giusto che sia!!!
Il prossimo 12 Ottobre, ricorre la GIORNATA EUROPEA DEL DOLORE CRONICO, sosteniamo anche noi i malati di Tarlov.
http://disabled.blogattivo.com/
Tags: appello, cisti di Tarlov, giornata europea del dolore, ricerca, Sacconi
ADHD: importanti novità dalla ricerca

L-acetilcarnitina, è questo il nome della sostanza che si sta sperimentando in Italia per la cura dell’ADHD (sindrome da iperattività e deficit dell’attenzione), non è uno psicofarmaco ma un semplice integratore usato anche dagli sportivi.
In Italia l’ L-acetilcarnitina viene utilizzata già dagli anni ‘80 per migliaia di pazienti colpiti da lesioni meccaniche o infiammatorie dei nervi periferici.
La ricerca a cui hanno preso parte 8 centri divisi tra Italia, Spagna e Francia, è stata condotta prendendo in considerazione oltre 60 bambini tra i 6 ed i 13 anni con Adhd affetti da sindrome da X fragile, una forma di ritardo mentale ereditario.
Lo studio (multicentrico e in doppio cieco) è stato pubblicato dall’American Journal of Medical Genetics ed ha dimostrato che dopo un anno di trattamento con L-acetilcarnitina l’iperattività è diminuita in modo significativo ed è migliorato il comportamento adattativo, in totale assenza di effetti collaterali.
In particolare ad ogni piccolo paziente è stato somministrato per 12 mesi il trattamento con 500 milligrammi del farmaco o di placebo due volte al giorno. I bambini sono stati valutati all’inizio dello studio, dopo un mese, dopo sei mesi e al termine del progetto da un gruppo interdisciplinare di esperti composto da neuropsichiatri infantili e psicologi. Gli effetti del farmaco e del placebo sono stati misurati, usando test neuropsicologici di valutazione del comportamento.
I ricercatori, coordinati da Giovanni Neri, direttore dell’Istituto di genetica medica dell’università Cattolica di Roma, e da Maria Giulia Torrioli, neuropsichiatra infantile dell’ateneo capitolino Cattolica-Policlinico Gemelli, sono convinti che l’L-acetilcarnitina possa dare ottimi risultati anche su bambini affetti da ADHD non portatori di ritardo mentale.
La terapia usata fino ad oggi per l’iperattività, soprattutto negli Stati Uniti ma di recente autorizzata, non senza proteste, anche in Italia, impiega farmaci stimolanti (anfetaminici, in particolare il metilfenidato) che possono comportare importanti effetti collaterali quali il rallentamento della crescita, l’inappetenza e la sonnolenza.
Fonte: AdnKronos salute
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Zum zum zum zum zum
Vi sarà certamente capitato di avere in testa. da quando vi alzate fino a sera, un motivetto che canticchiate in continuazione senza ricordarne il titolo: vi piacerebbe tanto comprare il cd o scaricare l’mp3 ma senza titolo e senza il nome dell’interprete…niente da fare, non si può!
Oggi c’è un sito che ci viene incontro e ci aiuta a toglierci l’assillo, si chiama Midomi.com: sembra incredibile, ma basta avere un pc ed un microfono e canticchiare o fischiettare la canzone che ci perseguita et voilà: midomì fornisce una serie di titoli e autori e da la possibilità di ascoltare la versione originale.
Midomi è un motore di ricerca dotato di un potente software di riconoscimento vocale che ha in memoria più di due milioni di canzoni…ci sarà quella che cercate?
Una volta trovate, le canzoni desiderate possono anche essere scaricate sul computer, al prezzo di novantanove centesimi di dollaro.
Ogni canzone cantata dagli utenti viene digitalizzata, conservata e resa disponibile per l’ascolto agli altri utenti. E tutti i frequentatori di Midomi possono ascoltare non solo le versioni originali , ma anche le innumerevoli interpretazioni offerte dagli aspiranti cantanti o dagli “smemorati” in cerca di risposte che usano il motore di ricerca americano.
Inoltre l’utente di Midomi può costruire la sua pagina, cantare le sue canzoni preferite, condividerle con altri, confrontare le proprie esibizioni e votare quelle che ha ascoltato.
Bene, ora non avete più scuse…se dovete regalare un cd, ma non ricordate il titolo e l’autore o se siete colpiti da una terribile amnesia musicale andate su Midomi e comprate!
Tags: internet, mp3, musica, ricerca









