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ADHD: importanti novità dalla ricerca

Giovedì 21 Febbraio 2008 | 5 Comments | Posted in notizie, salute

adhd

L-acetilcarnitina, è questo il nome della sostanza che si sta sperimentando in Italia per la cura dell’ADHD (sindrome da iperattività e deficit dell’attenzione), non è uno psicofarmaco ma un semplice integratore usato anche dagli sportivi.
In Italia l’ L-acetilcarnitina viene utilizzata già dagli anni ‘80 per migliaia di pazienti colpiti da lesioni meccaniche o infiammatorie dei nervi periferici.

La ricerca a cui hanno preso parte 8 centri divisi tra Italia, Spagna e Francia, è stata condotta prendendo in considerazione oltre 60 bambini tra i 6 ed i 13 anni con Adhd affetti da sindrome da X fragile, una forma di ritardo mentale ereditario.

Lo studio (multicentrico e in doppio cieco) è stato pubblicato dall’American Journal of Medical Genetics ed ha dimostrato che dopo un anno di trattamento con L-acetilcarnitina l’iperattività è diminuita in modo significativo ed è migliorato il comportamento adattativo, in totale assenza di effetti collaterali.

In particolare ad ogni piccolo paziente è stato somministrato per 12 mesi il trattamento con 500 milligrammi del farmaco o di placebo due volte al giorno. I bambini sono stati valutati all’inizio dello studio, dopo un mese, dopo sei mesi e al termine del progetto da un gruppo interdisciplinare di esperti composto da neuropsichiatri infantili e psicologi. Gli effetti del farmaco e del placebo sono stati misurati, usando test neuropsicologici di valutazione del comportamento.

I ricercatori, coordinati da Giovanni Neri, direttore dell’Istituto di genetica medica dell’università Cattolica di Roma, e da Maria Giulia Torrioli, neuropsichiatra infantile dell’ateneo capitolino Cattolica-Policlinico Gemelli, sono convinti che l’L-acetilcarnitina possa dare ottimi risultati anche su bambini affetti da ADHD non portatori di ritardo mentale.

La terapia usata fino ad oggi per l’iperattività, soprattutto negli Stati Uniti ma di recente autorizzata, non senza proteste, anche in Italia, impiega farmaci stimolanti (anfetaminici, in particolare il metilfenidato) che possono comportare importanti effetti collaterali quali il rallentamento della crescita, l’inappetenza e la sonnolenza.

Fonte: AdnKronos salute

 

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