Base militare: Si all’ampliamento da parte di Prodi

Non so voi, ma io, a questo punto non mi sento assolutamente rappresentata, dall’attuale governo italiano…Per l’ennesima volta, una dichiarazione del Presidente del Consiglio Prodi, mi giunge come un pugno allo stomaco. La notizia è di ieri: Il Premier ha avuto la brillantissima idea di dare il semaforo verde all’ampliamento della base USA a Vicenza, pur sottolineando che la decisione in realtà era già stata presa dal precedente governo e dal Comune, e che lui si è limitato “deontologicamente” ad accogliere la volontà locale.
Gli americani che da parte loro avevano minacciato di spostare l’intera base in Germania se non fosse arrivato il via libera all’ampliamento, si dicono molto soddisfatti della decisione e sono pronti ad iniziare i lavori.
A questo punto alcuni di voi diranno che sono la solita comunista antiamericana, che l’aumento dei soldati incrementerà il giro di denaro e quindi ci sarà una crescita dei posti di lavoro, e che gli impegni assunti con gli alleati vanno rispettati…
In realtà io penso che la difesa dell’occupazione si ottenga con ben altri metodi, ad esempio con un maggior finanziamento per la ricerca e l’innovazione, con una maggiore concorrenza, con la valorizzazione delle imprese, soprattutto quelle impegnate nella pace e che rispettano la dignità dei lavoratori sia italiani che stranieri.
L’economia di una caserma è un qualcosa di statico, che non aiuta la diffusione dei prodotti italiani in Europa e nel mondo, non da una spinta alla concorrenza, non incrementa il tasso di occupazione degli abitanti.
Senza contare che questa base militare non è una base NATO ma americana, concessa NON sulla base del Trattato del Nord Atlantico e dei conseguenti accordi di costituzione della NATO, ma sulla base dell’Accordo di collaborazione bilaterale politico-militare con gli Stati Uniti d’America.
Raddoppiare l’estensione della base e la presenza di militari evidenzia la tendenza a risolvere con interventi militari i conflitti politici , e rende evidente la politica della guerra preventiva sancita dalla amministrazione americana: politica moralmente a dir poco discutibile!
Non è più accettabile la cessione della sovranità di alcune zone del nostro Paese e la diversità di trattamento nei diritti-doveri dei militari americani che operano sul nostro territorio (vedi Cermis).
L’Italia deve finalmente rendersi autonoma nella scelta di eventuali interventi militari e non può continuare a subire l’unilateralismo americano…l’unico modo per avviare un discorso di pace nel mondo è il dialogo multilaterale fra tutti i paesi.
Un altro aspetto della vicenda è quello ambientale: un intervento come quello previsto dai progetti americani avrebbe ( ma ormai dovrei dire “ha” visto che ormai sembra deciso) un impatto devastante dal punto di vista urbanistico. Per la zona dell’aeroporto sono stati presentati diversi progetti di sviluppo rispettosi dell’ambiente e degli abitanti della zona, progetti che potevano essere un’opportunità per il futuro della città di Vicenza, ma evidentemente la sudditanza verso gli Stati Uniti è più importante di qualsiasi progetto e di qualsiasi desiderio di avviare un disegno di convivenza civile tra i popoli.
Prodi ha detto che rispetta le decisioni assunte dai rappresentati locali…ma i cittadini di Vicenza cosa ne pensano? Perché vogliono negare ai vicentini anche la possibilità di esprimere il loro parere con un referendum? Forse la paura è che da un referendum potrebbe uscire un risultato di forte dissenso ed i “nostri amici americani” potrebbero rimanerci molto male.
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