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Al bando le intercettazioni…

martedì 10 giugno 2008 | 10 Comments | Posted in notizie, politica, riflessioni, salute

…Tanto a cosa servono?

Soldi sprecati che potrebbero essere impiegati per aiutare le scuole cattoliche (private), mentre la scuola pubblica è in affanno, o per incentivare il nucleare, tanto un pericolo a 300 Km o a 500 metri da casa non cambia molto, o ancora per costruire “il fondamentale” ponte sullo stretto di Messina…

E già , abbiamo delle priorità , e le intercettazioni non sono tra queste, sono solo un peso per il buon funzionamento della giustizia…

Ma chissà  se senza le “disgustose” intercettazioni avremmo scoperto QUESTO:

MILANO — Sono una galleria di orrori e nefandezze le 209 pagine dell´ordinanza cautelare che ha portato a 14 arresti nella clinica Santa Rita. Dure le considerazioni del gip Micaela Serena Curami sui tre medici di chirurgia toracica accusati di 86 lesioni gravi e 5 omicidi (hanno accettato il rischio che i malati morissero) per aver operato pazienti senza alcuna «considerazione per la loro sofferenza, non solo non alleviata, ma aumentata». «Una macelleria», dice un investigatore. «In tutti i casi la sofferenza cagionata da inutili se non dannosi interventi chirurgici diventa il mezzo per procurarsi guadagni », commenta il gip Curami, a scapito di «pazienti inermi e debilitati, molto spesso anziani e grandi anziani ».

Casi inspiegabili
A una donna di 75 anni (formalmente si ipotizza un tumore) viene fatta una quadrantectomia a una mammella. Non serviva, bastava un piccolo intervento in day hospital. Una 42enne aveva un nodulo di 5 millimetri e un noduletto di grasso: sarebbe stato sufficiente un prelievo con un ago, invece le tolgono l´intera mammella con svuotamento ascellare. «Inspiegabile», commenta il perito. A una ragazza di 18 anni viene devastato il seno con un «intervento ampio, indicato nei tumori maligni», ad «impatto estetico rilevante» e che è «inspiegabile, dato che si trattava di un semplice fibroadenoma» benigno da levare in anestesia locale. Una paziente di 51 anni viene operata alla mammella sinistra che le viene demolita, senza trovare un tumore maligno che pure era in ecografia. Verrà  tolto «con grave ritardo» in un secondo intervento «inadeguato e molto demolitivo».

Sotto i ferri, addio polmoni
Sono una sfilza di «Assolutamente da non operare!» o di «Incredibile! » le considerazioni degli esperti dei pm Grazia Pradella e Tiziana Siciliano. Come per il caso di un 38enne con polmonite ed epatite C. Da trattare con antibiotici e drenaggio, gli tolgono un pezzo di polmone. Cosa che avviene in una decina di polmoniti. Una paziente di 71 anni ha la polmonite con versamento pleurico. Poteva essere curata con un drenaggio, invece la operano. Quando testimonia dalla Gdf, cade dalle nuvole, non sapeva che le avevano tolto parte di un polmone. Una 88enne viene operata tre volte (12 mila euro a intervento). Ne bastava una. Un «caso di gravità  estrema» è quello dell´85enne con difficoltà  respiratorie, uno degli omicidi contestati. Ha problemi di cuore e si sospetta un tumore al polmone. Invece di fare un prelievo con un ago da biopsia, viene portato in sala chirurgica nonostante il «rischio elevato». Mentre Brega Massone, che si autodefinisce «l´Arsenio Lupin della chirurgia», e Presicci stanno operando (gli hanno aperto il torace), l´uomo muore: «Il chirurgo sostiene la tesi, assai improbabile, di una rottura spontanea del cuore. Non è stata chiesta l´autopsia. Del sospetto tumore non c´è traccia». «Caso sconcertante», scrive il perito Sartori. C´è la 65enne malata di tumore, metastasi ovunque. Niente potrebbe salvarla, ma finisce sul tavolo operatorio per «puro accanimento». Muore dopo lunghe sofferenze.

Il chiodo non sterile
Il dottor Renato Scarponi (domiciliari) è intercettato mentre parla con una certa Stefania di un chiodo che non è utilizzabile perché è stata aperta la confezione e non è più sterile. Scarponi: «Lo reimpiantiamo!». Stefania: «Battista non ve lo risterilizza, che reimpiantate?». Scarponi: «Mica lo butterà ». Stefania: «Ascolti una cosa… ho detto a Filippi “state attenti quando aprite una cosa perché costa 455 euro più Iva”». Scarponi: «Senti… io se vuoi sotto mia responsabilità  lo reimpianto subito in qualsiasi malato». Stefania: «Magari subito… quando capita la misura giusta». Scarponi: «Ecco, però te lo reimpianto subito alla prima frattura pertrocanterica… per il futuro…». Stefania: «Ho capito. Ma se Battista non lo sterilizza?». Scarponi: «No, per il futuro… perché si deve opporre, scusi eh. àˆ come una pinza chirurgica. (…) Se il malato ha 90, 95 anni ha una brevissima aspettativa di vita eh».

La tbc
Uno dei medici (intercettata) spiega all´amica come funziona in clinica parlando di Brega Massone: «Ha operato un ragazzo (…) poi lo ha dimesso, questo è stato male, (…) alla Marelli gli hanno trovato la tbc, questo era già  andato alla scuola e ha infestato la classe. (…) Lui non eseguiva i protocolli per la tbc, cioè uno va da lui, lui non fa un minimo di indagine, hanno scoperto che operava, cioè tutto quello che operava, lo passava per tumore da comportamento incerto, quindi uno che aveva una tubercolosi veniva pagato 20 mila euro come tumore, insomma, hanno fatto un bordello». Una ragazza straniera arriva con una febbre a 40 che resiste alle cure. Nessuno sospetta che ha la tubercolosi, anche perché non le fanno gli esami adeguati, «nonostante la febbre elevata, viene sottoposta a vats (interventomininvasivo, ndr.) e resezioni polmonari».

Affari di casa
Intercettazione che chiarisce gli obiettivi da raggiungere. Parla un medico del Santa Rita: «Pipitone prenderà  i più delinquenti del mondo che gli faranno guadagnare miliardi. (…) Se prende una macchina da guerra come Scarponi… che opera anche quelli che non hanno bisogno, che si mette a contraffare le cartelle… lui ci guadagna, poi i Noc fanno le ispezioni a campione, non è detto che acchiappino Scarponi, intanto lui ha guadagnato (…) questo è l´ennesimo mezzo che danno ai proprietari di merda di speculare, perché, parliamoci chiaro, quando un intervento viene pagato 8.000 euro e noi ne prendiamo 700, gli altri 7.300 se li intasca il Pipitone. (…) Se anche li cascano la colpa è dei medici e lui viene fuori pulito. Un chirurgo pagato a prestazione, se vuole guadagnare deve fare più prestazioni ».

Giuseppe Guastella – corriere.it

 

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Notizia clamorosa!

giovedì 17 aprile 2008 | 14 Comments | Posted in notizie, riflessioni

Gli eventi degli ultimi giorni, mi hanno fatto molto pensare, ho riflettuto su tutte le convinzioni che fino a questo momento hanno fatto da sfondo alla mia vita, e sono giunta alla conclusione che probabilmente ho sbagliato, ho preso tutto troppo sul serio, mi sono fatta coinvolgere da ideologie e da utopie.

Ora ho aperto gli occhi e vedo tutto sotto una luce differente, infatti fino a lunedì scorso non avrei mai dato peso alla notizia che sto per darvi, ma i tempi cambiano e le priorità  anche, devo ringraziare i 17 milioni di italiani che mi hanno aiutato a fare il grande passo verso la terza Repubblica…gli altri 30 milioni che non si sono espressi o hanno dato un parere opposto dovranno adeguarsi…siamo nel terzo millennio: svegliatevi!

Fatta questa premessa procediamo con la notizia gentilmente offerta da il corriere.it:

Galante dice no a Lory del Santo

“Ci ha messo 16 anni per decidersi, Mando mi’ babbo”

Fiorentino Ariza attese cinquantatré anni sette mesi e undici giorni, notti comprese, prima di coronare il proprio sogno d’amore con Fermina Daza, la ragazza più bella del Caribe. Fabio Galante non ci pensa nemmeno. Al capitano del Livorno, che evidentemente non ha la stessa pazienza del protagonista del romanzo di Gabriel Garcia Marquez “L’amore ai tempi del colera”, è bastato decisamente meno per dimenticare la sua passione giovanile: 16 anni. Che – va detto – non sono certo una passeggiata. Eppure è questo il tempo servito all’indecisa Lory Del Santo per capitolare, con un certo ritardo, ai corteggiamenti del difensore. La risposta all’invito è stata però un secco no.

La showgirl ha provato a far scoccare (di nuovo) la scintilla con un’intervista alla Stampa di qualche giorno fa: «Sono 16 anni che un calciatore, Fabio Galante, mi corteggia. Aveva 19 anni la prima volta che mi incontrò in discoteca. Giocava non so dove, nel Genoa o nel Torino. Gli dissi: quando sarai un giocatore dell’Inter, del Milan o della Juve ne riparliamo. Da allora mi ha chiamato più volte. Mi sa che stavolta lo incontro, tanta costanza va premiata…».

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Nessun premio, invece. Galante, che in carriera ha poi giocato anche nell’Inter, ormai non ne vuole più sapere: «Se dopo 16 anni lei ha finalmente deciso di uscire con me, vorrà  dire che all’appuntamento ci manderò il mì babbo! Io per sfinimento non prendo nessuno, quindi ora è troppo tardi». Ma davvero era innamorato di Lory? «Sono passati tanti anni. A dire il vero nemmeno me la ricordo la prima volta che ci siamo incontrati. Io giocavo nel Genoa, ero giovane. Poi ci siamo sentiti per telefono qualche volta. Ora è tardi. Però il mi’ babbo…».

 

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Meme again

martedì 8 aprile 2008 | 13 Comments | Posted in Meme, riflessioni

Potevo mancare di partecipare all’ennesimo meme? Non sia mai!

La gentile gallina Alianorah mi invita a rendervi note le 5 cose che avrei voluto fare e le 5 che forse sarebbe stato meglio non fare, e come potrei privarvi di queste stimolanti riflessioni…

Chi dovesse cliccare sulla crocetta rossa in alto a destra ha tutta la mia comprensione… -)

pensiamoci

Vamos:

Le cinque cose che avrei voluto fare:

  • mi sarebbe piaciuto avere un altro figlio, magari una femmina, ma alla veneranda età  di 41 anni, mi ritrovo a dovervi rinunciare per diversi motivi, tra i quali la presenza di un solo reddito in famiglia (neanche particolarmente elevato) e l’assenza di un aiuto pratico che mi permetta di riprendere a lavorare senza dover spendere l’80% del mio stipendio in baby sitter.
  • nei sogni di bambina mi vedevo medico o giornalista e avrei voluto avere la possibilità  e la costanza di studiare per fare una di queste due professioni, ma gli eventi della vita mi hanno portato altrove…
  • mi sarebbe piaciuto andare a vivere da sola quando ho cominciato a lavorare, ma mi sono lasciata condizionare dalla mentalità  arcaica della mia famiglia e non l’ho fatto.
  • avrei voluto continuare a fare sport, ma la mia natura pigra ha preso il sopravvento.
  • avrei voluto non accettare l’invito a questo meme…è un’ora che mi sto spremendo le meningi per partorire queste quattro cagate -)

Le cinque cose che forse sarebbe stato meglio non fare:

  • restare attaccata al sogno di un amore nato quando avevo 16 anni e portato avanti per inerzia 11 anni…dopo 7 anni non c’era già  più niente, ma non riuscivo a trovare la forza di chiudere…ho perso quattro anni aggrappata ad un’utopia prima di decidermi a dire basta.
  • rinunciare alle amicizie per dedicarmi solo all’amore nel periodo sopracitato, a perdere un amico si fa presto, a trovarne un altro ci si può impegnare una vita.
  • fare una gita di un giorno su un’isoletta deserta in Grecia, a 40° all’ombra (a trovarla l’ombra), dimenticandomi un cappellino e la crema solare…vi lascio immaginare come sono tornata in albergo 8O
  • non avrei dovuto lasciarmi spaventare da un incidente avuto in auto e non rimettermi subito alla guida…adesso la patente mi serve prevalentemente come documento al seggio elettorale…
  • Non avrei dovuto dire che ho sbagliato ad accettare questo meme: Alianorah potrebbe restarci male! -?

click

Yuuuuhuuuu!! C’è qualcuno? No, ho capito, avete cliccato tutti sulla crocetta rossa! -(

EDIT: dimenticavo le nominations…forse perchè non ne ho, vi lascio al vostro libero arbitrio, contenti?

 

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Le cose che ho imparato

venerdì 28 dicembre 2007 | 12 Comments | Posted in poesia, riflessioni

Siamo ormai giunti alla fine di questo 2007, il vecchio anno sta per abbassare il suo sipario con tutte le sue luci e le sue ombre, con tutte le sue gioie ed i suoi dolori, con tutte le cose trovate e tutte quelle perse, le nuove conoscenze e gli addii…

Ma in realtà  quest’anno, come tutti quelli passati, non ci lascerà  completamente: resterà  dentro di noi con tutte le esperienze che ci ha fatto vivere e andrà  ad arricchire il nostro bagaglio di ricordi e di “saggezza”.

La fine di un anno è un momento di gioia, di festeggiamenti, di buoni propositi per l’anno nuovo che sta per nascere, ma è anche un momento di bilanci e di riflessioni…ed a proposito di questo voglio proporvi alcune righe di Paulo Coelho che io trovo molto profonde:

“Le cose che ho imparato nella vita”

di Paulo Coelho

Ecco alcune delle cose che ho imparato nella vita:

Che non importa quanto sia buona una persona, ogni tanto ti ferirà .
E per questo, bisognerà  che tu la perdoni.

Che ci vogliono anni per costruire la fiducia e solo pochi secondi per distruggerla.

Che non dobbiamo cambiare amici, se comprendiamo che gli amici cambiano.

Che le circostanze e l’ambiente hanno influenza su di noi, ma noi siamo responsabili di noi stessi.

Che, o sarai tu a controllare i tuoi atti, o essi controlleranno te.

Ho imparato che gli eroi sono persone che hanno fatto ciò che era necessario fare, affrontandone le conseguenze.

Che la pazienza richiede molta pratica.

Che ci sono persone che ci amano, ma che semplicemente non sanno come dimostrarlo.

Che a volte, la persona che tu pensi ti sferrerà  il colpo mortale quando cadrai, è invece una di quelle poche che ti aiuteranno a rialzarti.

Che solo perché qualcuno non ti ama come tu vorresti, non significa che non ti ami con tutto se stesso.

Che non si deve mai dire a un bambino che i sogni sono sciocchezze: sarebbe una tragedia se lo credesse.

Che non sempre è sufficiente essere perdonato da qualcuno. Nella maggior parte dei casi sei tu a dover perdonare te stesso.

Che non importa in quanti pezzi il tuo cuore si è spezzato; il mondo non si ferma, aspettando che tu lo ripari.

Forse Dio vuole che incontriamo un po’ di gente sbagliata prima di incontrare quella giusta, così quando finalmente la incontriamo, sapremo come essere riconoscenti per quel regalo.

Quando la porta della felicità  si chiude, un’altra si apre, ma tante volte guardiamo così a lungo a quella chiusa, che non vediamo quella che è stata aperta per noi.

La miglior specie d’amico è quel tipo con cui puoi stare seduto in un portico e camminarci insieme, senza dire una parola, e quando vai via senti che è come se fosse stata la miglior conversazione mai avuta.

àˆ vero che non conosciamo ciò che abbiamo prima di perderlo, ma è anche vero che non sappiamo ciò che ci è mancato prima che arrivi.

Ci vuole solo un minuto per offendere qualcuno, un’ora per piacergli, e un giorno per amarlo, ma ci vuole una vita per dimenticarlo.

Non cercare le apparenze, possono ingannare.

Non cercare la salute, anche quella può affievolirsi.

Cerca qualcuno che ti faccia sorridere perché ci vuole solo un sorriso per far sembrare brillante una giornataccia.

Trova quello che fa sorridere il tuo cuore.

Ci sono momenti nella vita in cui qualcuno ti manca così tanto che vorresti proprio tirarlo fuori dai tuoi sogni per abbracciarlo davvero!

Sogna ciò che ti va; vai dove vuoi; sii ciò che vuoi essere, perché hai solo una vita e una possibilità  di fare le cose che vuoi fare.

Puoi avere abbastanza felicità  da renderti dolce, difficoltà  a sufficienza da renderti forte, dolore abbastanza da renderti umano, speranza sufficiente a renderti felice.

Mettiti sempre nei panni degli altri. Se ti senti stretto, probabilmente anche loro si sentono così.

Le più felici delle persone, non necessariamente hanno il meglio di ogni cosa; soltanto traggono il meglio da ogni cosa che capita sul loro cammino.

L’amore comincia con un sorriso, cresce con un bacio e finisce con un the.

Il miglior futuro è basato sul passato dimenticato, non puoi andare bene nella vita prima di lasciare andare i tuoi fallimenti passati e tuoi dolori.

Quando sei nato, stavi piangendo e tutti intorno a te sorridevano.
Vivi la tua vita in modo che quando morirai, tu sia l’unico che sorride e ognuno intorno a te piange.

 

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Piccolo spazio pubblicità : Exaltored, e (non) sai cosa (non) bevi!

domenica 25 novembre 2007 | 19 Comments | Posted in internet, intrattenimento

 

Exaltored

In genere non amo fare pubblicità  a prodotti di consumo, ma questo è un caso eccezionale!

Vi ricorderete che a ottobre ho vissuto un periodo non troppo piacevole, non riuscivo a trovare un equilibrio e il mio solito buonumore…ma poi, all’improvviso, come un fulmine a ciel sereno, è apparsa nella mia vita Exaltored!

Exaltored è la (non) bibita che ti esalta, che ti fa dimenticare le difficoltà  della vita, che ti rende bello e simpatico agli occhi di tutti, che ti fa scrivere post degni di un primo posto in classifica su BlogBabel!

Siete timidi? Impacciati? Non sapete ballare ed in discoteca fate sempre la parte della tappezzeria? Nessun problema! Un (non) sorso di Exaltored e vi trasformerete in un John Travolta “de noantri”!

Exaltored è la (non) bibita che se non ci fosse (non) bisognerebbe inventarla!

 

Volete una prova? OK!

Ecco come mi sono trasformata dopo la prima bottiglietta

(Dalla copertina che mi ha dedicato Max, clicca l’immagine per ingrandire)

Penso sia una prova convincente! O no?

Colgo l’occasione per ringraziare gli amici Merlinox e Gidibao per avermi fatto provare la sensazione di (non) sorseggiare una (non) botta di vita e invito tutti voi a (non) provare la stessa cosa, ordinatene subito una cassa, parlatene nei vostri blog e compratevi la maglietta uffciale, la vostra vita cambierà  da così a (non) così!

PS Per chi non l’avesse capito, questo è un meme…siete pregati di non spezzare la catena (ma anche no!)

 

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